Il Tirreno

Grosseto

Pochi soldi, si rivedono i progetti

Guido Fiorini
<b>EX CHELLIANA.</b> Qui forse avr&agrave; sede il Centro Etruschi
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EX CHELLIANA. Qui forse avrà sede il Centro Etruschi

Centro Etruschi ridotto, due locali sulle Mura, terrazza al Maiano

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 GROSSETO. Al primo punto i soldi. Ruota tutto attorno al bilancio, ai tagli e anche alle tasse (vedi pagina a fianco per quella di soggiorno, assai probabile ndr), il consuntivo del 2011 del sindaco Bonifazi, che ha intrattenuto la stampa per un paio d'ore nel suo ufficio.  Rispetto ai mesi della campagna elettorale i conti non tornano più e tanti obiettivi devono essere ridimensionati, a partire dal progetto-bandiera del Piuss sugli Etruschi. Alla fine (forse) si farà, ma non sarà più il ciambellone simile a un tumulo progettato dall'estro di Giuseppe Chigiotti, ma qualcosa di più contenuto. Il Centro di documentazione potrebbe così anche finire nel palazzo Mensini di via Mazzini, con la biblioteca destinata alla Cittadella nonostante le duemila firme contrarie e l'università, che ha più debiti che occhi per piangere, che si accontenterà dell'ex Gil per l'unico corso rimasto a Grosseto. Il progetto deve essere ancora sottoposto alla Regione, ma pare un'ipotesi fattibile: «Intanto abbiamo stanziato - ha spiegato il sindaco - circa 200mila euro per la messa in sicurezza del palazzo».  Venduti immobili. Il bilancio - spiega Bonifazi - potrà quadrare anche grazie alla vendita di alcuni immobili comunali (l'ex scuola di Spergolaia, nel verde del Parco, un terreno edificabile al tiro a segno, un palazzo in via De' Barberi) che ha fruttato 2,6 milioni. «Oltre a questi abbiamo sbloccato altri 2,9 milioni dal patto di stabilità e abbiamo pagato quasi tre milioni a 70 fornitori, bloccati da agosto».  Urbanistica e mobilità. Altri soldi sono in arrivo dall'approvazione del nuovo regolamento delle aree Peep (774mila euro per quasi 100 contratti) ma è chiaro - e il sindaco lo sa bene - che il futuro della città passa soprattutto dall'approvazione del regolamento urbanistico. Dopo l'adozione gli uffici stanno esaminando le osservazioni, ma le recenti norme della Regione sul rischio idraulico imporranno di rivedere qualcosa. «Al momento - ha detto Bonifazi - stiamo lavorando sulle osservazioni di Provincia e Regione, poi vaglieremo quelle dei privati. I problemi maggiori li abbiamo nella zona di Braccagni, dove è previsto il polo logistico. Ma troveremo una soluzione, perché le norme non vietano nulla, ma impongono di fare opere di contenimento del rischio».  Per quanto riguarda la mobilità, oltre a un contributo per il trasporto pubblico locale, gli uffici stanno preparando una totale revisione del piano del traffico. «A marzo lo sottoporremo al giudizio dei cittadini. Sarà un vero e proprio anello stradale, con una Ztl più grande e trasversali verso il centro».  Le Mura. Sono il simbolo della città. E il monumento a cui i grossetani tengono di più. Ma sono anche il simbolo dell'incuria e del degrado, complice anche il cantiere fermo per uno dei tanti "niet" della Soprintendenza. Eppure il Comune ci punta, ci crede. «Ho incontrato le cooperative di tipo B - ha detto il sindaco - e da gennaio saranno loro ad occuparsi della manutenzione. È un primo passo. Ma poi stiamo pensando ad un progetto complessivo per renderle fruibili, vive».  Pare, infatti, che il titolare della Sala Eden stia pensando di rendere i locali al Comune. Mentre le salette cinquecentesche sono già tornate all'Amministrazione: «In questi due posti pensiamo a locali sempre aperti, cha attirino la gente sulle Mura. I giovani, ma non solo. La tradizione del ballo piace, deve essere salvaguardata».  Resta il Bastione Maiano. Lo splendido progetto della caffetteria, approvato da molti Soprintendenti negli anni scorsi, non piace all'ultima dirigente dell'ufficio. Quindi non si fa. Però, prima di lasciare il tutto così, che certo è peggio di qualunque caffetteria, il Comune sta tentando di arrivare ad un progetto condiviso con la Soprintendenza stessa: «Ne stiamo parlando con loro, per evitare un'altra bocciatura. Alla fine credo che ci verrà una terrazza. Dovremo anche rivedere l'ascensore che così non va bene. I soldi sono pochi, ma troveremo il modo di metterne degli altri. Vogliamo restituire il Bastione Maiano alla città».

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