Finanza
Sabato e domenica nessun cacciatore sarà nella macchia. Annullate tutte le feste in programma
Doppiette abbassate per Guelfo
Francesca Gori
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LA DISPERAZIONE. I cacciatori si fermano per lamico ucciso in battuta La squadra di Monte Verro pensa di chiudere la stagione, domani forse i funerali
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CAPALBIO. Doppiette abbassate a Capalbio, appuntamenti disdetti e festa dell'ultimo dell'anno annullata. La Piccola Atene non ha ancora superato lo choc per la morte di Guelfo Lucchetti. «Era uno di noi - dicono i cacciatori - è possibile che non si torni a sparare». La stagione venatoria è cominciata da una manciata di settimane, ma gli uomini in mimetica e scarponi di tornare nella macchia non ne hanno alcuna voglia. Sabato e domenica tutte le squadre di Capalbio resteranno con le doppiette abbassate. C'è da pensare al funerale di Guelfo, che ancora non è stato fissato ma che, probabilmente, si potrebbe celebrare domani se l'istituto di medicina legale oggi pomeriggio farà l'autopsia sul corpo dell'uomo e se il magistrato firmerà il nullaosta. «È una decisione che condividiamo tutti - dice Ilvo Pipi, capocaccia del Terzo Mondo - Sabato e domenica resteremo fermi, poi vedremo cosa fare». Allineati tutti i cacciatori della Piccola Atene, quelli della Morcola, di Vallerana, della Capalbiese e del Terzo Mondo Appunto. Ma è la squadra numero 35, quella di Monte Verro, che potrebbe chiudere in anticipo la stagione venatoria. Di tornare a sparare, dopo il tragico incidente di mercoledì, nessuno ne ha voglia. «La decisione ancora non è stata presa - dice il capocaccia Riccardo Romano - Ora come ora nessuno di noi se la sente di andare avanti». Romano è uno di quegli uomini con la mimetica che mercoledì era sul ciglio della strada di Monte Verro, ad aspettare che la salma di Guelfo fosse portata su. Con gli occhi pieni di lacrime, con addosso la rabbia di non poter fare più nulla per quell'amico che se n'era andato troppo velocemente. Ucciso da quella passione che li aveva fatti diventare tutti fratelli. «Era uno di noi - dice - non era solo un amico, era molto di più». Era quella parte del tutto che si è sgretolata nel bosco, che è caduta a terra senza un motivo, soltanto per una tragica fatalità. Ad accarezzare la testa di Riccardo Romano, mercoledì sono arrivate sua moglie e sua figlia. Guelfo era un amico di famiglia. Non solo, in quella carezza c'era tutta la disperazione di quegli uomini che davanti alla morte del loro amico, del loro fratello, del loro compagno, li ha fatti diventare tutti bambini. «Questa tragedia - dice il sindaco Luigi Bellumori - non riguarda soltanto la comunità dei cacciatori, ma tutti gli abitanti di Capalbio. Il paese è sotto choc. Per questo abbiamo deciso di sospendere tutti gli appuntamenti delle feste». La banda ieri sera non ha suonato. Organizzerà un nuovo concerto, sì, ma le note saranno tutte per ricordare Guelfo Lucchetti, forse la prossima settimana.
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