Il Tirreno

Grosseto

Unione unanime sul programma

<b>IN CRISI</b> il comparto agricolo
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IN CRISI il comparto agricolo

Ma c'è forte preoccupazione per l'agricoltura

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 CASTEL DEL PIANO. Unanimità bipartisan per il programma 2012-2014 dell'Unione speciale comuni Amiata grossetana, nella seduta dell'assemblea dell'Unione di martedì pomeriggio nella sede di San Lorenzo. Il presidente Franco Ulivieri incassa il primo en plein da parte dei membri del consiglio che hanno sottoscritto la sua relazione che presentava una riflessione fra luci e ombre.  «L'Unione deve rappresentare una nuova frontiera dentro alla quale ci siano risposte singole e di sistema», ha detto Ulivieri aprendo il consiglio. Fra i pro, le deleghe ottenute della forestazione e dell'agricoltura che con i 35 servizi associati delegati dai comuni costituisce un patrimonio amministrativo di rilievo. A fronte di questo una «crescita del territorio che non è stata uniforme in tutti i comuni: Seggiano, ad esempio, è l'unico comune della Provincia di Grosseto al di sotto dei mille abitanti, Castell'Azzara invece ha problemi di isolamento e di sviluppo complessi e Roccalbegna presenta una densità abitativa bassissima, 9 abitanti per chilometro quadrato».  E, ancora, è tranquillizzante il fatto che la Regione si farà carico dei finanziamenti per mantenere l'Unione, «peciò le preoccupazioni legittime di chi aveva paventato la necessità da parte dei Comuni di finanziare con risorse proprie l'ente decadono».  Sopra tutto incombe, però, il grande problema dell'agricoltura, perché se è vero che la delega resta in capo all'Unione, è anche vero «che nella nuova programmazione europea bisogna trovare risorse particolari per le zone montane, altrimenti si chiude bottega», ha sottolineato il presidente. Ma qual è il problema? «La crisi - spiega il presidente - giunge in un momento di massimo sviluppo del settore agricolo. Grazie al Piano di sviluppo rurale 2000-2006 le aziende del comprensorio sono cresciute, si sono ammodernate e molte oggi sono competitive. Fra l'altro, la Comunità Montana è l'ente delegato fra i 30 che gestiscono la delega agricola, che ha ottenuto la migliore performance di spesa (141 per cento)».  Però - ed è qui l'inghippo - dal 2010 il piano di sviluppo agricolo non è più riferito alla sola zona amiatina, ma è ricompreso nel piano provinciale. «Questa novità voluta dalla Regione - prosegue Ulivieri - ha determinato una penalizzazione per il nostro territorio su alcune misure importanti come la 121 che è la misura sugli investimenti. Il nuovo Psr 2007-2013 è ormai alla fase finale dei bandi. Il nostro ente, a differenza di altri, continua ad avere tante domande di investimento e il budget è insufficiente a coprire la richiesta. Se si pensa anche soltanto al fatto che nel settore zootecnia il latte viene pagato ai produttori 70 centesimi al litro, si capisce come questo sia penalizzante, ai limiti della sopravvivenza. Se non si trovano attenzioni particolari per le zone montane, si va a gambe all'aria». F.B.

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