Sicurezza
Rapiti i conigli dal presepe vivente
Una rappresentazione della Natività che, seppur in regola con i parametri legali ed igienico sanitari, ha creato non poche polemiche nelle scorse settimane
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Un tempo si parlava di rubagalline, oggi di rubaconigli. Stavolta però la fame c’entra ben poco e, più che di furto, si dovrebbe parlare di “liberazione”, almeno nell’intento di coloro che li hanno prelevati da un presepe nella chiesa di San Francesco: il protettore degli animali. È la sera del 27 dicembre e la chiesa sta per chiudere quando due uomini, misteriosamente incappucciati, fanno il loro ingresso nel luogo di culto votato proprio al patrono degli animali, San Francesco, e portano via due conigli. Cosa ci fanno i due animali nel luogo sacro? Sono parte integrante del presepe che il parroco don Stefano Giorgetti allestisce oramai da più di cinque anni.
Una rappresentazione della Natività che, seppur in regola con i parametri legali ed igienico sanitari, ha creato non poche polemiche nelle scorse settimane. La presenza di criceti, uccelli ed appunto conigli richiamò l’attenzione della Lav locale che aveva scritto una minuziosa lettera aperta al vescovo della Diocesi grossetana, monsignor Franco Agostinelli. Nella missiva la onlus invitava a sospendere l’esposizione ritenuta dagli attivisti, a causa delle gabbie, una sorta di maltrattamento. La protesta animalista si concluse con un nulla di fatto e gli animali proseguirono a fare compagnia alle statuine del presepe, almeno sino alla sera del fattaccio.
Incredulo padre Stefano Giorgetti che, rendendo noto l’accaduto su facebook, punta il dito contro chi «ruba degli animali in chiesa, ad un presepe e con il sotterfugio». Poi, chattando con un conoscente lascia poco spazio all’immaginazione e, seppur senza mai citarli, indica come responsabili gli esponenti della Lav che avevano a lungo criticato la presenza degli animali nella rappresentazione della Natività. La ricerca dei rubaconigli, che pare non siano stati ripresi da nessuna telecamera, ma solo visti da un’anziana fedele, è passata nelle mani degli inquirenti che stanno indagando per individuare i responsabili di quello che è, a tutti gli effetti, un furto in luogo pubblico.
Una rappresentazione della Natività che, seppur in regola con i parametri legali ed igienico sanitari, ha creato non poche polemiche nelle scorse settimane. La presenza di criceti, uccelli ed appunto conigli richiamò l’attenzione della Lav locale che aveva scritto una minuziosa lettera aperta al vescovo della Diocesi grossetana, monsignor Franco Agostinelli. Nella missiva la onlus invitava a sospendere l’esposizione ritenuta dagli attivisti, a causa delle gabbie, una sorta di maltrattamento. La protesta animalista si concluse con un nulla di fatto e gli animali proseguirono a fare compagnia alle statuine del presepe, almeno sino alla sera del fattaccio.
Incredulo padre Stefano Giorgetti che, rendendo noto l’accaduto su facebook, punta il dito contro chi «ruba degli animali in chiesa, ad un presepe e con il sotterfugio». Poi, chattando con un conoscente lascia poco spazio all’immaginazione e, seppur senza mai citarli, indica come responsabili gli esponenti della Lav che avevano a lungo criticato la presenza degli animali nella rappresentazione della Natività. La ricerca dei rubaconigli, che pare non siano stati ripresi da nessuna telecamera, ma solo visti da un’anziana fedele, è passata nelle mani degli inquirenti che stanno indagando per individuare i responsabili di quello che è, a tutti gli effetti, un furto in luogo pubblico.
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