Il Tirreno

Grosseto

Tribunale. Coltellate, bastonate e minacce di morte nella pineta delle Marze ai danni di due tunisini

Lite per la raccolta del lentisco, tre a giudizio

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 CASTIGLIONE. Tre imputati per un tentativo di estorsione con lesioni. Motivo: concorrenza ritenuta "sleale" nella raccolta di piante per composizioni floreali. Insomma, un battibecco pensate tra raccoglitori di lentisco da destinare alla vendita. Da una parte un calabrese e due albanesi - rinviati a giudizio - dall'altra due tunisini abitanti a San Remo, ritenuti parte offese. Presi a coltellate e a bastonate, secondo l'imputazione, nella zona delle Marze tra Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia. Devono rispondere anche di minacce di morte Francesco Furfaro, 58 anni, la compagna Vjollica Shatrolli, 46 anni, e il figlio Erjon Selmani, 21 anni, tutti domiciliati a Follonica (Furfaro, di origini calabresi, è residente in provincia di Imperia), rinviati a giudizio per il 27 giugno prossimo al termine dell'udienza preliminare davanti al giudice Tiziana Pasquali.  Vi sarebbero state anche altre due persone - rimaste ignote - coinvolte nell'episodio. Anzi, secondo il sostituto procuratore Fabio Maria Gliozzi, sarebbero state proprio queste ultime insieme a Selmani ad agire materialmente, mentre in precedenza Furfaro e Shatrolli avrebbero già manifestato la loro contrarietà a che vi fosse qualcuno venuto da lontano a battere il "loro" sottobosco, nella pineta della costa grossetana.  È un fatto avvenuto il 22 aprile 2010 quello finito sul tavolo della Procura, che ha poi chiesto il processo per i tre. Un passante aveva avvertito il 112 ed erano intervenuti i militari di Castiglione. Poi la tappa in ospedale dove i due tunisini erano stati medicati e ritenuti guaribili in 7 e 5 giorni. I due africani (37 e 44 anni - in quei giorni avevano preso una stanza a Castiglione della Pescaia) sarebbero stati prima apostrofati e poi inseguiti. Una volta raggiunti, sempre secondo l'imputazione, i due sarebbero stati aggrediti con un coltello e un bastone, insieme a minacce di morte. Il movente era stato ricostruito dai carabinieri, che avevano ascoltato parti offese e persone informate sui fatti. (p.s.)

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