Attenzione
«Ispezione europea per i rifiuti»
Lorenzo Santorelli
◗
RIFIUTI. Un esempio di come... funziona la differenziata I comitati si rivolgono a Bruxelles: troppi i lati oscuri in Maremma
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Chiederemo alla Commissione europea un'ispezione sulla gestione dei rifiuti in provincia di Grosseto»: l'annuncio è di Daniela Pasini, dei comitati ambientalisti. L'esponente della segreteria del coordinamento, annuncia l'intenzione di interpellare Bruxelles per dirimere una delle questioni più controverse che riguardano il nostro territorio. «Tra i punti sui quali chiederemo la lente d'ingrandimento europea ci sono: la scarsa diffusione del metodo di raccolta porta a porta; la bonifica incompleta della piana di Scarlino; la mancanza di controlli sullo smaltimento dei rifiuti come dimostrato dall'incidente avvenuto nell'impianto della Agrideco nel 2008 (un operaio morì a causa dell'esplosione causata dal materiale smaltito e gli inquirenti hanno ipotizzato il traffico illecito di rifiuti ndc); lo scavalcamento delle normative per realizzare impianti sovradimensionati». L'occasione per il rendez vous di molte delle sigle che compongono la galassia dell'ecologismo nostrano è stata offerta dalla presentazione de "La Toscana che cambia", un documentario di 55 minuti in cui l'autore, Saverio Tommasi, intervista gli appartenenti a comitati, associazioni e gruppi ambientalisti toscani. Tra questi sono stati estrapolati gli spezzoni riguardanti alcune delle tematiche più spinose che tengono banco in Maremma: l'inceneritore di Scarlino e l'inquinamento della Piana, il polo logistico di Braccagni, l'impianto di cdr delle Strillaie, quello della Solemme a Monterotondo, la cava di caolino in Val di Farma, la geotermia sull'Amiata. L'attore e regista fiorentino raccolse il materiale per la sua inchiesta a cavallo tra il 2009 e il 2010 e così, a distanza di un anno e mezzo, l'incontro è servito per aggiornarsi vicendevolmente sugli sviluppi delle rispettive battaglie. «Purtroppo nonostante le richieste di danno ambientale al Tar ancora non è cambiato niente - incalza Loretta Pizzetti del Comitato Val di Farma - le cave di gesso e la miniera di caolino continuano ad inquinare il fiume Farma. Inoltre c'è un progetto per costruire un mega impianto di pannelli fotovoltaici che occuperebbe oltre cento ettari in un distretto rurale (in località Collelungo, tra Roccastrada e Civitella Marittima ndc) che è zona Doc e Igp». «Se questo avverrà - conclude Pizzetti - sarà grazie alla Provincia che può proporre alcune "deperimetrazioni" che renderanno possibile la loro installazione in aree tutelate dalla legge». Argomentazioni che fanno dire a Paolo Ermani del Paea (Progetti alternativi per l'energia e l'ambiente) che siamo in presenza di un «piano di spreco energetico. Basti vedere il Comune di Grosseto che in pieno giorno e col sole tiene accese le luminarie natalizie, albero compreso, ed i faretti in piazza Dante». Grida d'allarme vengono lanciate anche da Sennuccio Del Bene del comitato Geo di Monterotondo Marittimo, «l'impianto Solemme deve mantenere la capacità attuale di 26.000 tonnellate ed occuparsi solo del compostaggio, non accogliere i rifiuti provenienti da chissà dove pur di arrivare alle 70.000 tonnellate previste», e da Cinzia Mammolotti, «a causa della geotermia sull'Amiata ci sono zone dove la mortalità per tumori è aumentata del 30% e la falda, a furia di far evaporare l'acqua, è scesa di 200 metri. L'Ars ha omesso parte delle conclusioni del gruppo di studio sulla geotermia che confermavano l'incidenza statistica e l'assessore Bramerini vuole raddoppiare la produzione di megawatt». Elisabetta Menchetti del Forum ambientalista ha parlato di aree della piana dove «l'arsenico è presente con tassi di 6000 microgrammi per litro quando il limite è 10. Il Comune di Follonica paga un dearsenificatore ma le acque sono comunque ai limiti di legge, quello di Scarlino ha rimandato la bonifica delle falde a quando gli impianti privati cesseranno l'attività, senza nemmeno un limite temporale e il tutto con soldi pubblici». Non poteva mancare infine un richiamo al progetto autostradale della Sat, «furto legalizzato» per il comitato No Sat, mentre Nicola Caracciolo di Italia Nostra dopo aver smentito che «l'autostrada ce la chiede l'Europa che invece auspica un aumento del trasporto marittimo e ferroviario», punta il dito sull' «incesto tra politica e aziende». «Bargone è presidente della Sat e commissario governativo. Tra gli azionisti c'è persino Caltagirone, condannato in primo grado per la scalata ad Unipol».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
