Sicurezza
Il sindaco firma l'ordinanza: orari liberi
Recepita la normativa nazionale, nessun vincolo dal 2 gennaio
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GROSSETO. Dal 2 di gennaio orari liberi per i negozi nel Comune di Grosseto. Il sindaco Bonifazi ha firmato ieri pomeriggio l'ordinanza che annulla quella precedente, che impediva l'apertura in alcune feste dell'anno e la terza domenica del mese, e che recepisce la normativa nazionale. In sostanza gli orari, dall'inizio dell'anno, saranno a totale discrezione degli esercenti. Che, attenzione, non saranno obbligati ad aprire, ma potranno farlo negli orari e nei giorni che preferiscono, in base alla propria strategia commerciale e alle esigenze della propria clientela. Per esempio potranno scegliere di aprire sabato e domenica con orario continuato e, magari, chiudere il lunedì, giorno in cui c'è meno gente in giro. Emilio Bonifazi ha scelto, com'era logico, di seguire la normativa di "peso maggiore", quella nazionale, anche per non andare incontro a eventuali ricorsi e richieste danni da parte di commercianti che vogliano aprire. C'è, è vero, un ricorso della Regione contro la legge dello Stato ma, in attesa di un pronunciamento della Corte Costituzionale, il Comune non poteva muoversi diversamente. Lo stesso vale per gli elenchi di Comuni turistici: in assenza di quello nuovo, fa fede quello vecchio, che comprendeva Grosseto. Sulla vicenda, fra l'altro, si è espressa nella direzione della scelta di Bonifazi anche l'Anci (Associazione dei Comuni) che ieri ha riunito la consulta per il commercio «La consulta - si legge in un comunicato - rileva un palese contrasto tra il testo della legge di conversione del decreto "salva-Italia" che liberalizza totalmente la disciplina degli orari e delle aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali e di somministrazione, e l'emendamento del consiglio regionale della Toscana alla legge finanziaria regionale (in particolare art. 88) che, di fatto, riconferma la normativa precedente ignorando le novità legislative introdotte in materia di concorrenza. La consulta esprime quindi seria preoccupazione per il disorientamento in cui si vengono a trovare i sindaci dei Comuni toscani a causa di questa conflittualità istituzionale in una materia complessa e di stretta competenza amministrativa degli enti locali. Sono infatti questi ultimi a rispondere di fronte a cittadini consumatori e imprese nel caso di erronea o mancata applicazione della normativa nazionale vigente, con la conseguenza di esporre le amministrazioni a richieste di risarcimento danni. Sul tema, si ricorda inoltre il ricorso davanti alla Corte Costituzionale che la Regione ha intentato contro il decreto Tremonti che già aveva introdotto i criteri di liberalizzazione. Pertanto, in attesa che si pronunci il giudice costituzionale sul conflitto di competenze, si ritiene doveroso fornire ai Comuni toscani l'indicazione di seguire la fonte normativa gerarchicamente superiore, ovvero la legge dello Stato, già a partire dal 2 gennaio del 2012». (g.f.)
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