Scarlino. «Ci riteniamo lesi nei nostri diritti»
I comitati del porto fanno causa a Ferragamo
Michele Nannini
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SCARLINO. A che punto sono i lavori al porto di Scarlino? Hanno deciso di imboccare le vie legali il comitato Porto Canale e gli Amici del Porto di Portiglioni, ponendosi quella domanda a tre mesi dall'incontro che a settembre il sindaco Maurizio Bizzarri e Leonardo Ferragamo hanno avuto a Firenze. «Durante l'incontro - spiegano i due comitati - il sindaco avrebbe avuto le più ampie garanzie sulla ristrutturazione del debito dell'intero gruppo e che quindi Promomar sarebbe stata nella condizione finanziaria di far fronte agli impegni presi. Bizzarri ha rafforzato il messaggio dicendo che l'imprenditore fiorentino garantiva l'impegno del suo gruppo nel rispettare gli accordi, e che si poteva ipotizzare a breve una serie di interventi come viabilità, ripristino della piattaforma nella Fiumara, partenza del Comparto 2 e termine dei lavori nel porto. Oggi vogliamo domandare al sindaco se è valsa la pena girarci le spalle in Commissione utenti e se Ferragamo è stato di parola, oppure, ancora una volta, giustificherà i suoi atti di "governo" con un assordante silenzio». I comitati denunciano una situazione deteriorata nel porto e che sta preoccupando anche altri operatori economici. «Bizzarri non può più sottrarsi - concludono i comitati - per tutelarci. Ritenendo ormai conclusi tutti i tentativi di dialogo con la pubblica amministrazione, con la concessionaria e la gestione del porto, abbiamo dato mandato a uno studio legale di Firenze di richiamare alle proprie responsabilità penali e civili tutti coloro che hanno prodotto fino a oggi gravissimi danni ai nostri diritti e interessi, in primis Leonardo Ferragamo, vero "deus ex machina", nonché tutti gli amministratori delegati che si sono avvicendati».
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