Il Tirreno

Grosseto

Il sindaco Bellini: «Non chiederemo altri mutui, avanti tutta con le terme»

Semproniano: bilancio amaro

Fiora Bonelli
<b>IL BILANCIO.</b> Fine anno amaro per il sindaco Gianni Bellini
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IL BILANCIO. Fine anno amaro per il sindaco Gianni Bellini

Pochi soldi per portare avanti i lavori e tagli alle aziende

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 SEMPRONIANO. Bilancio amarognolo di fine d'anno anche per il sindaco di Semproniano Gianni Bellini che fra le molte ombre della crisi che ha ridotto a stecchetto le risorse comunali, ha messo tuttavia a segno alcuni assist. Emergenze, costose e quasi concluse anche col supporto di altri soggetti oltre che l'amministrazione comunale. Prima di tutte la frana di Vignacci. Era il 3 gennaio 2010, quando in concomitanza con altre 5 frane nel territorio comunale, un gran blocco di terra si staccò dalla costa di Vignacci, e continuò a scendere con un fronte di circa 200 metri. In quella circostanza saltò gran parte della viabilità rurale e restò isolato il podere di un allevatore di bestiame la cui azienda è rimasta priva di collegamenti stradali fino a poco fa: «Siamo riusciti - dice Bellini - a risistemare la strada in modo tale che Enel ha potuto ricollocare i pali della luce e il Fiora ripristinare il servizio idrico. Gli interventi sul fosso Caese furono iniziati quasi subito dal Consorzio di bonifica Osa-Albegna e per fortuna siamo agli sgoccioli». Ma se la frana è a posto o quasi, sono, invece, in forse, altri lavori: «Abbiamo alcuni finanziamenti per risistemare le frazioni, come Rocchette. Ma non sappiamo se il Comune sarà in grado di affiancare a quei finanziamenti ottenuti, la parte economica che gli compete. Dunque i lavori ipotizzati per ora non sono completamente coperti e bisogna aspettare». Bellini spiega che le casse comunali sono a secco: «Il nostro impegno, che voglio assolutamente mantenere, è quello di non contrarre altri mutui. Era un punto del programma elettorale e vogliamo onorarlo. Solo quando i mutui che abbiamo in corso saranno estinti o quando, comunque, nel bilancio si farà chiarezza sui mutui, potremo farne di nuovi per poter sistemare le scuole di Catabbio». Bellini è soddisfatto della parte culturale della sua azione politica: «Abbiamo lavorato bene. Gli annulli per gli usi civici, tutto il lavoro di ricerca fatto intorno alla storia dell'olivone, è di gran pregio e la regione toscana è interessata ad una pubblicazione. Vogliamo continuare su questo versante che ci identifica e caratterizza, come anche vorremmo incrementare il Centro recupero Animali e se ce la facciamo, dal Centro potrebbe arrivare qualche posto di lavoro in più». Come per tutti gli altri sindaci dell'Amiata, la mancanza di lavoro è la grande nota dolente del sindaco: «La chiusura della cava ha portato via 13 posti di lavoro. L'azienda agrituristica di Cortevecchia è stata costretta a licenziare 30 persone. Se non riusciamo a controbilanciare queste emorragie saranno dolori». La crisi, dunque, strangola l'economia e le possibili iniziative dell'amministrazione. E sul versante economico, anche per l'Unione dei comuni, vanno messi i puntini sulle i: «Noi siamo stati fra i sostenitori dell'Unione, afferma Bellini. Ma se per caso il comune dovesse sganciare all'Unione anche un solo euro, si sappia che noi non ce lo abbiamo. Dobbiamo fare i salti mortali per far quadrare il bilancio e nessuna risorsa in eccesso da destinare altrove esiste. Regime di austerity totale». E per finire la grande speranza del comune, le terme: «Fra pochi giorni - dice - porteremo in consiglio le ultime osservazioni al progetto e il consiglio voterà. Da qui in poi la palla passa al privato. Spero che la cosa funzioni. Sarebbe un bene per tutti, soprattutto per i giovani». Ed è proprio sui giovani che il sindaco chiude il discorso: «Ci dovremo fare in quattro per creare opportunità per loro. Senza i giovani che emigrano in massa per trovare lavoro altrove, Semproniano rischia. Noi ce la mettiamo tutta ma vi sono ombre scure nel prossimo futuro».

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