Il Tirreno

Grosseto

Piano industriale per l'ippodromo

Paola Villani

Il sindaco convoca un tavolo istituzionale per rilanciare l'impianto La società propone di aprire i Pini ad altri eventi cittadini

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 FOLLONICA. Il futuro dell'ippodromo dovrà essere riscritto. I tagli del governo Monti all'ippica (40% in meno di risorse che dal primo gennaio potrebbero venire a mancare nelle casse del settore), le 167 foresterie sequestrate dalla Procura di Grosseto, i problemi relativi alla clinica veterinaria (finita sotto verifica da parte del Comune per la destinazione ad uso) e ancora un mondo, quello delle corse, che da anni barcolla. Che cosa fare quindi? Ma soprattutto considerati tutti questi presupposti, che fine farà quella struttura gigantesca dal valore di decine di milioni di euro e inaugurata solo pochi anni fa?  La questione andrà risolta in qualche modo o per lo meno questa sembra la volontà dell'amministrazione comunale. «Nei giorni scorsi i gestori della struttura hanno presentato un piano industriale dove veniva contemplata l'idea di aprire l'ippodromo ad altri eventi - spiega il sindaco di Follonica, Eleonora Baldi - e io sono convinta che c'è ad oggi la necessità di parlarsi tra tutti i soggetti coinvolti, dalla Regione, alla Provincia non escludendo neppure l'autorità giudiziaria. Non possiamo infatti a parer mio non tenere presente la lettura della questione della magistratura. Non vogliamo decidere in difformità dalla regole questo deve essere chiaro; in molti parlano di quell'impianto così, senza valutare tutti gli aspetti che sono in ballo, e non va bene. Non ci possiamo permettere di non usufruirne ma nemmeno possiamo usarlo in maniera non conforme alle regole».  Insomma l'ippodromo oramai è stato costruito e deve essere utilizzato dalla città la questione rimane in che modo.  Sì perché i vincoli interni alla convenzione (che fu stilata molti anni fa) sono molto rigidi e riguardano quasi esclusivamente le corse dei cavalli e tutto ciò che ci ruota intorno.  Come per esempio le foresterie, l'utilizzo di quelle case fu deciso fosse esclusivamente appannaggio degli addetti ai lavori, e ora di fatto i lavoratori che circolano intorno all'ippica sono veramente pochi rispetto a decenni fa. Un progetto troppo grande rispetto al contesto attuale? Forse, ma adesso sicuramente qualcosa andrà fatto affinchè quel mega impianto non cada in degrado. Con la speranza che anche i lavoratori dell'ippodromo tirino un sospiro di sollievo.

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