Il Tirreno

Grosseto

Natale ancora più amaro per i sedici ex dipendenti di Teletirreno

Niente stipendio né tredicesime

Elisabetta Giorgi
<b>TELETIRRENO.</b> La sede dell&#146;emittente
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TELETIRRENO. La sede dell’emittente

La Cgil attacca: «Un'altra dimostrazione di scorrettezza»

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 GROSSETO. Sedici stipendi di novembre non pagati né la tredicesima. Un Natale ancora più "a secco" per gli ex dipendenti di Teletirreno che, dopo essere stati licenziati a settembre dall'editore Piero Barbagli con un preavviso di due mesi, non hanno neppure riscosso l'ultimo periodo ovvero gli ultimi 22 giorni lavorati a novembre. Né, tantomeno, hanno trovato in busta paga la mensilità aggiuntiva prenatalizia. Per loro l'ennesima doccia fredda. L'ultimo schiaffo.  Torna sul piede di guerra il sindacato Cgil, che da settembre accompagna sette di loro in una delicata vertenza legale per impugnare i licenziamenti considerati illegittimi. Solo in sette (tra ex giornalisti, amministrativi e tecnici) hanno scelto di impugnare il licenziamento. Gli altri nove hanno deciso di non farlo; alcuni hanno scelto di proseguire il cammino professionale con l'ex direttore di Teletirreno Giancarlo Capecchi in una nuova avventura televisiva visibile - in digitale terrestre come "Tirreno Channel" - al canale 88. In ogni modo, la questione del mancato pagamento degli stipendi sta coinvolgendo tutti e 16, dice Lorenzo Centenari, e non solo i sette che si sono opposti al licenziamento. I lavoratori, che hanno ricevuto il preavviso di licenziamento il 21 settembre, hanno concluso il lavoro il 22 novembre. Dunque, spiega Centenari, i 16 «avrebbero dovuto riscuotere i giorni lavorati a novembre fino al 22. Ma così non è stato».  A mancare all'appello sarebbero anche le ultime spettanze su ferie, permessi, tredicesima e tfr, che per legge dovrebbe essere corrisposto al momento del licenziamento, dunque il 22 novembre. Tutte queste misure non sono state predisposte: perciò - commenta Centenari - questi ex dipendenti hanno trovato sotto l'albero di Natale un ultimo regalino che poteva anche essere previsto, ma che sinceramente ha riempito di ulteriore amarezza e sconforto lavoratori e lavoratrici». A questo punto la vertenza - già in corso - si arricchirà per così dire di questo ulteriore capitolo, nel senso - spiega Centenari - «che oltre a impugnare i licenziamenti andremo avanti su questa strada, contestando anche i mancati pagamenti dei salari».  Se i dipendenti sono amareggiati, per il sindacato è l'ennesimo esempio di «come si è voluto intendere il rapporto con lavoratori e lavoratrici, con una mancanza di rispetto totale e senza la minima comunicazione al riguardo.  L'azienda avrebbe potuto dire: "Guardate, siamo in difficoltà, ci scusiamo...". Niente di tutto questo, a riprova della totale scorrettezza. Mi preme sottolineare invece la correttezza professionale da parte di tutti i dipendenti, che nonostante a settembre abbiano ricevuto il preavviso di licenziamento hanno continuato a lavorare con onestà e rigore. Identica, mi pare, la solerte sensibilità di Barbagli...».

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