Il dolore
Edilizia popolare "fantasma"
Elisabetta Giorgi
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PEEP DE BARBERI. Il progetto bloccato della lottizzazione de Barberi Peep de' Barberi: Consorzio Etruria in crisi, 15 case al palo
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GROSSETO. Decine di offerte immobiliari "fantasma" e mai realizzate: sono 15 case progettate dal Consorzio Etruria nella zona Peep di via de' Barberi e rimaste al palo per la crisi dell'azienda. Avviate dal Consorzio e poi bloccate, erano un sogno per molte famiglie che puntavano all'edilizia economica per conquistarsi una casa. «Eleganti e sostenibili», offrono una "tipologia residenziale, da 53 a 120 mq - si legge ancora su internet - Il prezzo va dai 125mila ai 250mila euro. Disponibilità: in costruzione». Oggi la compravendita è più che mai virtuale e gli annunci web sembrano la vetrina per un affare fallito. Succede nella zona di Grosseto che guarda verso l'argine dell'Ombrone - via de Barberi - cuore di una lottizzazione avviata da anni. Quindici appartamenti in costruzione e già parzialmente venduti sono bloccati per la crisi in cui è sprofondato il Consorzio Etruria, che attraverso il tribunale ha aperto la procedura di concordato preventivo. I lavori sono stati avviati dal Consorzio ma poi stoppati, né appaiono spiragli all'orizzonte. Intanto una quindicina di famiglie aggrappate all'edilizia economica per conquistarsi un tetto si sono ritrovate al buio, dopo aver sborsato i soldi per una casa che non hanno. Un calvario per Paolo Tinacci, ex dipendente Enel originario di San Giovanni Valdarno ma radicato a Grosseto: compirà 73 anni tra pochi giorni, ma il compleanno lo festeggerà tra atti legali e tentativi di recuperare una situazione difficile. Dopo aver accantonato i risparmi di una vita, Tinacci ha comprato casa dal Consorzio Etruria versando 100mila euro. Risale all'8 ottobre 2009 il preliminare di compravendita con cui lui e la moglie si sono impegnati ad acquistare per 223mila euro un appartamento. Il Consorzio Etruria, come da prassi, stipula una fidejussione con Unipol per 188mila euro a garanzia della restituzione delle somme versate (100mila) anticipatamente dal beneficiario, qualora l'azienda stessa incorresse in una crisi. Le case devono ancora essere costruite, ma nel frattempo il Consorzio entra davvero nella bufera e iniziano i guai. Un anno dopo - siamo a settembre 2011 - la lottizzazione è bloccata e Tinacci (e molti come lui) non sa più niente del destino della propria casa. Ha versato i soldi e la faccenda va in mano al legale Sara Montauti, che inizia una corrispondenza - in un primo momento interlocutoria - con l'azienda per sapere cosa ne sarà degli euro sborsati. Una, due, tre lettere senza risposta. Alla fine il legale si rivolge all'assicurazione per ottenere almeno la restituzione della somma versata grazie alla polizza, ma anche qui la strada non è rosea. «La Unipol - cita Tinacci leggendo la risposta di Unipol - ha detto che non ci sono i presupposti per consentire di dare riscontro alla richiesta di pagamento». Dunque, per il pensionato (e per tanti come lui) una situazione drammatica. Tra crisi di un'azienda e cavilli burocratici, conclude Tinacci, «rivolgo una critica pesantissima al Consorzio che non ci ha più fatto sapere niente, e chiedo all'assicurazione il rispetto della fidejussione».
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