La manifestazione
Abusi edilizi. Era imputato in qualità di geometra per un prefabbricato a Castiglione
Condannato l'ex assessore Iavarone
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CASTIGLIONE Lex assessore Iavarone e il manufatto ritenuto abusivo in località La Valle 2 MINUTI DI LETTURA
CASTIGLIONE. L'ex assessore ai lavori pubblici di Castiglione della Pescaia, Aldo Iavarone, è stato condannato per un abuso edilizio risalente a quattro anni fa. Iavarone non era imputato in qualità di amministratore pubblico (carica che rivestiva dal 2006, dopo la prima parentesi 2001-2003 sempre con la giunta Faenzi) ma di geometra progettista firmatario della Dia (presentata il 27 gennaio 2007 - accertamenti del settembre 2007) relativa a un prefabbricato in località La Valle per il quale, secondo la Procura, era necessario un permesso di costruire: il manufatto aveva destinazione commerciale, lo scopo era quello di esporre mobili. Il giudice Compagnucci ha condannato a 2 mesi e 10.500 euro di ammenda Iavarone ma anche Leonardo Bischeri (64 anni, proprietario di una parte del terreno su cui insiste il fabbricato e committente delle opere, nonché socio accomandatario della Da.Mi. sino al 13 aprile 2007) e Donatella Orlandi, 46 anni, imputata in qualità di responsabile dell'ufficio urbanistica e dunque incaricata del controllo di legittimità. Pena sospesa a tutti ma subordinata alla demolizione dell'opera abusiva entro due mesi dal passaggio in giudicato della condanna. Il giudice ha assolto per non aver commesso il fatto Damiana Barabesi, 57 anni, proprietaria dell'altra parte del terreno, committente delle opere e socia della Da.Mi.dal 13 aprile 2007, nonché Angelo Nenzi, 52 anni, di Certaldo, imputato in qualità di esecutore materiale delle opere. Al termine del dibattimento, il pm onorario Tozzi aveva chiesto l'assoluzione del solo Nenzi. Il caso era esploso nel novembre 2007 anche e soprattutto a livello politico, quando Amare Castiglione aveva presentato un'interrogazione chiedendo perché la pratica, bocciata due settimane prima dal dirigente, era stata approvata una volta che era stata firmata da Iavarone. Bischeri era finito nella bufera anche perché nel cda della società pubblica Multiservizi. Iavarone aveva motivato la legittimità del suo comportamento in una conferenza stampa in cui era stato difeso dal sindaco Faenzi, la quale aveva chiesto le dimissioni dell'opposizione. P.S.
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