Il Tirreno

Grosseto

«Chi va a caccia rispetta l'ambiente»

Un appassionato a Italia Nostra: «Siamo i primi a denunciare le illegalità»

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 GROSSETO. A Michele Scola, presidente di Italia Nostra, che aveva attaccato la caccia al cinghiale, risponde un cacciatore grossetano, Andrea Terrosi: «Non sono presidente di nulla - dice -, sono solamente un cacciatore appassionato. Michele Scola descrive la battuta di caccia come un assalto all'ambiente naturale forse dimenticando che l'attività venatoria senza quello stesso ambiente non potrebbe esistere».  «Quindi - prosegue - abbiamo molto più a cuore di lui (che magari fa le sue osservazioni da una comoda poltrona di fronte alla tv) che tutto rimanga inalterato. Ha mai visto un cane da caccia in azione? La passione e la voglia di scovare la preda guida i suoi movimenti. E' un istinto atavico che lo porta ad essere con l'uomo per la guardia delle greggi e la cattura di prede. Mi dispiace se l'hanno minacciata di querela per zittirla, non per lei ma per me e per i miei colleghi che siamo tutelati in maniera risibile dalle varie associazioni. Gli autori delle azioni illegali che cita sono perseguiti per legge e pagheranno per le loro colpe, come chiunque altro esca dalla via della legalità. Non c'è nemmeno bisogno che le associazioni abbiano parole di biasimo per chi uccide una specie protetta o tolga la possibilità di fuga alla preda in maniera non consentita, la condanna per quelle azioni le può sentire su tutte le bocche di quei cacciatori che amano la propria attività. Basta vedere che l'uccisore di un'oca selvatica è stato denunciato proprio da un vero cacciatore. Sappia che anche noi sanguinari cacciatori proviamo compassione per gli esseri viventi ma per quelli che vengono allevati in batteria, ingrassati a forza, riempiti di antibiotici e limitati al massimo nei movimenti. Per quelli che vivono liberi in natura proviamo rispetto e voglia di confronto ma lei, che ama giudicare senza parlare con gli imputati, ben difficilmente potrà capirlo».

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