Italia
Uccide oca selvatica: denunciato
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MERAVIGLIA Un esemplare di oca selvaticaBrutto episodio di bracconaggio a ridosso della Diaccia Botrona
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GROSSETO. È una specie protetta, in Italia è rigorosamente vietato cacciarla, a Grosseto - nei dintorni della Diaccia Botrona - offre uno spettacolo unico, conosciuto in tutto il mondo. Eppure proprio qui, nella mattinata di Natale, qualcuno ha pensato bene di sparare a un raro e meraviglioso esemplare di "Anser Anser", nome scientifico di quella che tutti conoscono come oca selvatica. L'incredibile episodio di bracconaggio si è consumato, appunto, domenica mattina in località Macchiona, zona adiacente alla riserva naturale della Diaccia Botrona. Un (sedicente) cacciatore ha imbracciato il fucile, ha preso la mira e non ha esitato a impallinare una delle poco più di mille oche che ogni anno giungono in Maremma (tra i pochissimi luoghi "eletti" da questa specie nel nostro Paese) dal Nord Europa per svernare.
Ma c'è di peggio. Il "cacciatore" - accompagnato da un collega - dopo aver abbattuto la preda non l'ha infilata nel carniere, ma l'ha tenuta lì pensando di utilizzarla come richiamo per altri esemplari a cui tirare. Per fortuna l'intenzione criminosa è stata bloccata dalla pronta segnalazione di un cacciatore vero: l'uomo, giunto sul posto armato solo di macchina fotografica proprio per immortalare lo spettacolo delle oche e delle gru che affollano l'ex padule, col binocolo ha visto tutta la scena e ha subito allertato polizia provinciale e guardie ambientali venatorie che si sono precipitate sul posto. Il tiratore imprudente ha tentato di svicolarsi ma è stato seguito e raggiunto nei pressi della sua auto. Qui, identificato, è stato denunciato all'autorità giudiziaria. Denuncia penale, per la quale ora rischia il ritiro del porto d'armi e una sanzione pecuniaria salatissima. È di Grosseto. Con la presenza delle oche selvatiche e delle gru, in questo periodo la Diaccia Botrona attira centinaia di visitatori e di appassionati, tutti muniti di binocoli e macchine fotografiche. Un patrimonio straordinario anche per il turismo, che non può in alcun modo essere messo in pericolo da gesti di inciviltà.
Ma c'è di peggio. Il "cacciatore" - accompagnato da un collega - dopo aver abbattuto la preda non l'ha infilata nel carniere, ma l'ha tenuta lì pensando di utilizzarla come richiamo per altri esemplari a cui tirare. Per fortuna l'intenzione criminosa è stata bloccata dalla pronta segnalazione di un cacciatore vero: l'uomo, giunto sul posto armato solo di macchina fotografica proprio per immortalare lo spettacolo delle oche e delle gru che affollano l'ex padule, col binocolo ha visto tutta la scena e ha subito allertato polizia provinciale e guardie ambientali venatorie che si sono precipitate sul posto. Il tiratore imprudente ha tentato di svicolarsi ma è stato seguito e raggiunto nei pressi della sua auto. Qui, identificato, è stato denunciato all'autorità giudiziaria. Denuncia penale, per la quale ora rischia il ritiro del porto d'armi e una sanzione pecuniaria salatissima. È di Grosseto. Con la presenza delle oche selvatiche e delle gru, in questo periodo la Diaccia Botrona attira centinaia di visitatori e di appassionati, tutti muniti di binocoli e macchine fotografiche. Un patrimonio straordinario anche per il turismo, che non può in alcun modo essere messo in pericolo da gesti di inciviltà.
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