Gioco
Carcere. Dure critiche di Ovi alla decisione del Comune
«Sbagliato scaricare sul ministero il debito con la Pizzarotti srl»
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ROTTAMATORE Roberto Ovi 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA MARITTIMA. Il Comune ha svolto il ruolo di stazione appaltante nella costruzione del carcere di Massa Marittima, per questo non può scaricare sul ministero della Giustizia il debito con la Pizzarotti srl. E' questo il concetto espresso da Roberto Ovi, ex consigliere d'opposizione oggi tornato alla ribalta come simpatizzante dei rottamatori di Matteo Renzi. Interviene sull'intento dell'amministrazione di procedere per vie legali per sollevarsi dal pagamento di oltre un milione e mezzo di euro nei confronti della società a scapito del ministero, a suo dire proprietario della struttura. «Una decisione sbagliata ed inopportuna, con la quale il Comune tenta di mascherare le proprie negligenze, cercando di scaricarne ingiustamente i costi sulla pubblica contribuenza». Stando a quanto dice Ovi, infatti, il Comune «non può certo sottovalutare il proprio importante ruolo svolto nella vicenda, visto che ha accettato di svolgere la funzione di stazione appaltante per conto del ministero, conferendo gli incarichi esterni per la progettazione del carcere ed approvandone il progetto esecutivo con specifiche delibere della giunta e del consiglio comunale, risalenti agli anni 1986 e 1987, finanziato con mutuo a carico dello Stato». Insomma, l'ente massetano nella costruzione del carcere alla Camilletta è stato parte integrante. «In questa veste aveva il titolo per procedere al controllo degli atti preliminari alla procedura di affidamento dei lavori, anche se conferiti a soggetti esterni, verificandone l'eventuale inadeguatezza e richiedendone al progettista le doverose modifiche ed integrazioni che avrebbero forse potuto essere identificate, evitando di deliberare la costosa perizia di variante del 1991 per "inaspettati" rinvenimenti di disomogeneità e per la rimozione di banchi rocciosi di travertino, addirittura individuati nella Carta Geologica d'Italia con il toponimo "Travertino di Massa Marittima"». Per di più, secondo l'ex consigliere, «pensare che il ministero possa accollarsi "i maggiori oneri derivanti dalla realizzazione di nuovi edifici giudiziari" (com'è scritto su un atto della giunta, ndc) derivanti da assai probabili negligenze della stazione appaltante appare una forzatura per evitare proprie possibili responsabilità politiche, amministrative e, verosimilmente, contabili». A.F.
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