Il Tirreno

Grosseto

LE REAZIONI

«Satira pungente». «Bello». «Aristofane è irridente»

Faenzi
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Faenzi

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 GROSSETO. Un'insegnante, un abbonato, due spettatori. Chi era in sala, il 20 e il 21 dicembre all'Industri, e ha visto lo spettacolo di Mario Perrotta "I cavalieri. Aristofane cabaret", non ha dubbi: valeva il biglietto. E non c'è nessuno scandalo, nessun rimprovero per chi quello spettacolo l'ha messo in scena, né tantomeno per chi l'ha portato a Grosseto. Ieri è arrivata in redazione una mezza dozzina di lettere di chi lo spettacolo lo ha visto e di politici che intervengono sull'argomento. Maggioranza schiacciante (cinque su sei, con la sola eccezione del capogruppo Pdl al Comune, vedi a lato ndr) sono attestati di solidarietà alla Stellini e ringraziamenti per aver assistito allo spettacolo.  «Eravamo presenti allo spettacolo - spiegano Francesco Panagia e Antonella Aletto - in quanto da anni abbonati e confermiamo che è stata una deliziosa rappresentazione di pura e pungente satira. Sono sorprendenti le critiche su uno spettacolo che ha trattato con ironia i mali che da anni affliggono il nostro Paese. Sono questi ultimi che dovrebbero scandalizzare, far nascere la protesta dei cittadini, che dovrebbero essere contrastati, non la loro veritiera rappresentazione teatrale. Non possiamo ipotizzare, inoltre, che quei ragazzi quasi maggiorenni che hanno assistito stupiti allo spettacolo non siano mai andati a vedere in un cinema un qualsiasi film, pur comico, in cui non vi siano ben altri riferimenti al sesso o che non sia condito da vera e pura volgarità gratuita. Le confermiamo che alla fine dello spettacolo, il consenso del pubblico è stato totale, le risate piene, gli applausi scroscianti e i commenti favorevoli».  «Scandalose sono l'ira della signora Faenzi, la sua reazione e la sua proposta finale -- spiega Loretta Pizzetti, un'insegnante anche lei in sala - Come fa a esprimere giudizi trancianti sullo spettacolo e definirlo volgare se non l'ha visto? Ce ne vorrebbero mille all'anno di spettacoli così».  «Consiglio alla signora - spiega Fabio Benvenuti rivolgendosi a Faenzi - di leggersi in greco, le traduzioni sono "addolcite" - il teatro di Aristofane. In quanto a volgarità e doppi sensi non rimane indietro. Si trattava di un teatro "viscerale", sarcastico e irridente, studiato per criticare facendo ridere. Spero che gli studenti del Chelli siano più avveduti ed edotti dai loro docenti».  Infine, anche la politica dice la sua. «L'onorevole Faenzi abbia il buon gusto di chiedere scusa ad Aristofane e ai grossetani, facendo pubblico atto di contrizione per aver inscenato una polemica natalizia di nessun contenuto», spiega l'Unione comunale Pd di Grosseto. «Il fatto che trovi il tempo di dedicarsi a rampogne di stampo censorio la dice lunga sulla sua "cultura" politica e democratica». «Non mi permetto di entrare nel merito dei temi trattati in uno dei classici della commedia greca - spiega Simone Marchetti, capogruppo Api-Udc - ma, me lo consenta l'onorevole Faenzi, che come capogruppo di una forza politica di maggioranza non ci stiamo assolutamente ad essere ripresi su uno dei temi, quello della cultura, che gli stessi cittadini di Grosseto ci hanno riconosciuto come uno dei fiori all'occhiello della nostra politica».  Al di là delle polemiche, rimane un dato positivo: la città sembra essersi risvegliata e partecipa con passione al dibattito su un'opera teatrale. Che Aristofane, alla fine, a distanza di tanti secoli abbia ottenuto il suo effetto? (f.f.)

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