Il Tirreno

Grosseto

«Potremmo trasferirci a Lucca»

Francesca Ferri   Ilaria Bonuccelli

L'Orchestra Città di Grosseto chiamata al Festival Pucciniano, è polemica

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 GROSSETO. Trasferta lucchese con strascico di polemiche e con finale - forse - a sorpresa per l'Orchestra sinfonica Città di Grosseto. Sotto accusa l'esibizione del 22 dicembre al teatro del Giglio.  L'esibizione in programma in occasione dell'anniversario della nascita di Giacomo Puccini, non è piaciuta all'orchestra del festival Pucciniano di Torre del Lago che era stata esclusa dall'evento. Non c'entra la musica, però.  Le lagnanze riguardano la presenza stessa dell'orchestra grossetana. In primo luogo perché, nei manifesti, è comparsa misteriosamente con il nome di "Orchestra filarmonica nazionale italiana". E poi perché, secondo l'orchestra del Festival Pucciniano, sarebbe stato naturale affidare a loro il concerto, visto che il repertorio pucciniano è il loro pane quotidiano. Tant'è che gli orchestrali di Torre del Lago si sono rivolti alla Fistel-Cisl, sindacato di categoria, per chiedere costi, giorni di lavoro, tipo di contratto. Per capire, insomma, cosa ci sia dietro questo ingaggio.  Le polemiche, però, non sembrano turbare il direttore dell'Orchestra Città di Grosseto, che sta preparando in questi giorni il classico appuntamento del concerto del 1º dell'anno al Teatro degli Industri. Anzi: Lucca sembra essere molto più vicina di quanto si pensi all'orchestra grossetana che potrebbe addirittura ripensare in toto il suo ruolo, lasciare la pianura maremmana e trasferirsi all'ombra delle Apuane.  «La nostra situazione economica - spiega Antonio di Cristofano, direttore dell'Orchestra - è molto precaria dopo i tagli dei finanziamenti pubblici. Il Comune ci ha creato un buco nel bilancio di 20mila euro. Per questo stiamo valutando seriamente una proposta che ci è arrivata da Andrea Colombini, direttore della rassegna "Puccini e la sua Lucca" con il quale spesso lavoriamo». La proposta, scritta, è di abbandonare il nome "Orchestra Città di Grosseto" e diventare "Orchestra Città di Lucca". «Là, infatti, manca un'orchestra cittadina. E noi non abbiamo vincoli istituzionali con le amministrazioni del territorio, visto che un'orchestra è un'associazione come un'altra. Stiamo valutando: perderemmo i finanziamenti statali, ma se l'incarico coprirà il mancato finanziamento pubblico, perché no?».  Rabbia o provocazione, l'idea c'è. E in attesa del concerto del primo dell'anno, tradizionale appuntamento che l'Orchestra Città di Grosseto tiene al Teatro Industri, c'è tempo per riflettere.  Quanto ai fatti di Lucca del 22 dicembre, Di Cristofano spiega: «Quando siamo arrivati e abbiamo visto che sui manifesti non c'era il nome "Orchestra sinfonica Città di Grosseto" ma "Orchestra Filarmonica Nazionale Italiana" abbiamo fatto presente che c'era un errore e abbiamo chiesto garanzie che la cosa non succeda più. Ma del resto a Lucca siamo di casa e forse l'organizzatore ha voluto evitare che ci fosse troppo sbilanciamento verso la nostra presenza dando un nome più generico». L'Orchestra grossetana è stata contattata da Colombini «con il quale - spiega - abbiamo un ottimo rapporto. A Lucca veniamo chiamati anche cinque o sei volte all'anno».  E a chi chiede conto del compenso ribatte: «Per il concerto abbiamo ricevuto poco meno di 10mila euro, tolto il compenso per il direttore e per i solisti. È la cifra che di solito percepiamo in trasferta». Ma, precisa, «sono soldi privati, di Colombini, non di enti pubblici».

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