Il dolore
Poste, anche il Comune paga i danni
Alfredo Faetti
Trasloco maldestro: doppio risarcimento per il proprietario dei fondi
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SCARLINO. Dopo le polemiche con Poste spa e il suo piano di razionalizzazione, l'ufficio del Puntone torna a far parlare di sé. Alcuni mesi fa infatti, quando è stato chiuso, la ditta incaricata di portare via il mobilio ha causato dei danni, per cui il proprietario del fondo ha chiesto un risarcimento. E a rimetterci è stato anche il Comune. Era piccolo e funzionale, come la frazione che lo ha sempre ospitato. Ma quell'ufficio postale ne ha passate tante da quando la società ha deciso per la razionalizzazione. Un progetto, quello di ridurre le sedi per far fronte alla crisi descritta dai numeri in bilancio, nata più di un anno fa e contro cui i sindaci dei piccoli comuni hanno da subito dichiarato guerra. Una battaglia all'ultimo sangue, ma alla fine persa dai primi cittadini, che hanno visto chiudere gli uffici postali nei loro centri.
Quello del Puntone è stato un simbolo di questa battaglia, con il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri a partorire idee per tenerlo in vita: dalle cartoline di protesta fino alla minaccia di far chiudere anche le altri sedi presenti nel Comune. Come detto, però, alla fine l'ha spuntata Poste spa e il suo piano di razionalizzazione, segnando di fatto la fine del piccolo ufficio sul mare, alcuni mesi fa. Ed è stato in quel momento che la vecchia battaglia ha fatto posto ad una nuova. Terminato il servizio, la società ha incaricato una ditta di portare via dal fondo il mobilio, i macchinari e tutte le proprietà marcate Poste spa che conteneva. Vuoi per un'errata informazione sull'elenco del materiale da recuperare, vuoi un po' di distrazione, fatto sta che da quell'ufficio è stata porta via più roba del dovuto, appartenente in realtà al proprietario del fondo, che anni or lo affittò al Comune di Scarlino che a sua volta lo mise a disposizione di Poste. Insieme all'eccesso di materiale raccolto, poi, la ditta ha recato anche qualche danno all'immobile. Per questo il proprietario del fondo, un cittadino di Scarlino, ha chiesto un risarcimento alla società. Non trovando un accordo da subito, però, questa storia è finita davanti ad un giudice di pace.
Nei banchi del tribunale alla fine si è trovata una soluzione e anche questa battaglia ha trovato il suo epilogo, con lo scarlinese che ha ottenuto 5mila euro di indennizzo da Poste spa. Ma non finisce qui, perché sul contratto di affitto non c'erano soltanto i nomi del proprietario e della società postale, ma anche quello del Comune, che il magistrato ha ritenuto responsabile sotto alcuni aspetti. Per questo anche l'ente ha dovuto sborsare 2mila euro al cittadino come risarcimento. Cala con questa vicenda il sipario sopra l'ufficio postale del Puntone: perché il fondo farà da casa ad una nuova attività, di sicuro, ma non avrà più niente a che fare con le Poste.
Quello del Puntone è stato un simbolo di questa battaglia, con il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri a partorire idee per tenerlo in vita: dalle cartoline di protesta fino alla minaccia di far chiudere anche le altri sedi presenti nel Comune. Come detto, però, alla fine l'ha spuntata Poste spa e il suo piano di razionalizzazione, segnando di fatto la fine del piccolo ufficio sul mare, alcuni mesi fa. Ed è stato in quel momento che la vecchia battaglia ha fatto posto ad una nuova. Terminato il servizio, la società ha incaricato una ditta di portare via dal fondo il mobilio, i macchinari e tutte le proprietà marcate Poste spa che conteneva. Vuoi per un'errata informazione sull'elenco del materiale da recuperare, vuoi un po' di distrazione, fatto sta che da quell'ufficio è stata porta via più roba del dovuto, appartenente in realtà al proprietario del fondo, che anni or lo affittò al Comune di Scarlino che a sua volta lo mise a disposizione di Poste. Insieme all'eccesso di materiale raccolto, poi, la ditta ha recato anche qualche danno all'immobile. Per questo il proprietario del fondo, un cittadino di Scarlino, ha chiesto un risarcimento alla società. Non trovando un accordo da subito, però, questa storia è finita davanti ad un giudice di pace.
Nei banchi del tribunale alla fine si è trovata una soluzione e anche questa battaglia ha trovato il suo epilogo, con lo scarlinese che ha ottenuto 5mila euro di indennizzo da Poste spa. Ma non finisce qui, perché sul contratto di affitto non c'erano soltanto i nomi del proprietario e della società postale, ma anche quello del Comune, che il magistrato ha ritenuto responsabile sotto alcuni aspetti. Per questo anche l'ente ha dovuto sborsare 2mila euro al cittadino come risarcimento. Cala con questa vicenda il sipario sopra l'ufficio postale del Puntone: perché il fondo farà da casa ad una nuova attività, di sicuro, ma non avrà più niente a che fare con le Poste.
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