Il Tirreno

Grosseto

IL PDL - CERBONI

L'assessore chiarisca subito

Giacomo Cerboni   Capogruppo PdL

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Le dichiarazioni dell'assessore Stellini sullo spettacolo teatrale di Aristofane lasciano ancora più sconcertati della rappresentazione stessa. La difesa di quanto andato in scena, il tentativo di sminuire le reazioni di insegnanti e alunni presenti e l'indifferenza mostrata per le lamentele e le critiche emerse, rendono necessario un approfondimento. Chiediamo chiarimenti in commissione cultura non solo su quanto accaduto, magari facendo intervenire anche coloro che hanno ritenuto di esprimere critiche, ma anche sulle scelte teatrali dell'Amministrazione, finanziate con le risorse dei grossetani e sulle modalità con cui vengono proposte. Vogliamo sapere chi, e con quali criteri, sceglie le opere della stagione e quanto costano al Comune. La gravità della vicenda, infatti, non riguarda solo l'aspetto della satira politica, più o meno bipartisan, che lascia comunque disgustati per le volgarità rivolte verso una sola parte politica. In particolare, l'Amministrazione dovrebbe porsi il problema di ciò che è accaduto, del perché una scuola abbia deciso di assistere all'Aristofane di Perrotta. Il titolo dello spettacolo sul cartellone, richiama l'opera del commediografo greco senza specificare che questa è stravolta e riadattata all'attualità attraverso rime triviali. Può accadere che nella penuria di opere interessanti dal punto di vista didattico, coloro che prenotano gli spettacoli all'inizio dell'anno, in questo caso una scuola, siano stati tratti in inganno, non essendo tenuti ad approfondire i contenuti di uno spettacolo dal titolo inequivocabile.  Inoltre, lascia sorpresi la qualità complessiva della proposta culturale dell'Amministrazione alla città che comprende anche spettacoli di abusata satira politica, incentrati sulle vicende di attualità. Vorremmo che a teatro non fosse riproposta, adattandone il canovaccio della commedia classica, la satira politica reperibile sulle tv nazionali. In particolare, non può essere condiviso l'utilizzo di risorse pubbliche per mettere in scena spettacoli dal linguaggio volgare e politicamente orientati. Soltanto qualche anno fa, Grosseto vantava una stagione teatrale di eccellenza, con un ambizioso e apprezzato appuntamento con l'opera lirica. Nessuna richiesta di censura, figuriamoci! Così come rispettiamo la legittima produzione di opere da parte di ciascun artista. Ma si rende necessario capire, anche nelle sedi istituzionali, come uno spettacolo di una stagione teatrale, definita dal sindaco e dall'assessore di grande qualità, per un pubblico sempre più attento ed esigente e pensata per avvicinare i giovani al teatro, possa risultare sgradito ad una scuola.

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