Il Tirreno

Grosseto

Esplosione di gpl, atti alla Procura

<b>BATIGNANO.</b> Effetti dell&#146;esplosione
◗
BATIGNANO. Effetti dell’esplosione

Sollecitati accertamenti sui consiglieri delegati alla certificazione Iso Il proprietario scagionato da una parte delle accuse del pm

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Il presidente del consiglio di amministrazione della Novet Comet che aveva commercializzato il riduttore di pressione per l'impianto di gpl nell'abitazione di Dante Cecchini a Batignano dove avvenne l'esplosione tra il 26 e il 27 settembre 2007 deve essere mandato assolto perché la certificazione Iso 9001 fa capo ai consiglieri delegati e non al presidente del cda. Anche Cecchini va assolto dall'accusa di non aver messo attenzione nelle condotte ritenute concause dell'evento: il fatto non costituisce reato. Il gup ha quindi inviato alla Procura gli atti relativi ai consiglieri Franco Veronesi e Girault Thierry.  Lo si legge nelle motivazioni adesso depositate dal giudice Mezzaluna nello stralcio delle posizioni di Sylvain Roger Denis Arnaud, 59 anni, di Lione, presidente del cda, e di Cecchini relativamente ad alcune imputazioni. Per quest'ultimo (altre imputazioni contestate dal pm Gliozzi) e per altri sei imputati il giudice aveva invece disposto il rinvio a giudizio per il 20 febbraio con l'ipotesi di responsabilità colpose nell'esplosione con incendio.  A proposito di Cecchini, il perito rileva la parziale chiusura del foro di aerazione con uno straccio ma conclude che «l'esplosione non sarebbe stata evitata dall'assenza di occlusioni. Pur volendo prescindere dalla questione di chi abbia collocato effettivamente lo straccio nella posizione in cui è stato trovato, si deve rilevare come la sua assenza non avrebbe evitato l'esplosione». E a proposito del fatto che Cecchini avrebbe dovuto rilevare la presenza di gas al momento del suo ritorno a casa, e avrebbe dunque dovuto evitare di accendere la luce, il giudice nota che non cvi è alcuna prova che l'uomo abbia acceso la luce o sentito l'odore. «È altamente verosimile se non certo che Cecchini non sia affatto entrato nell'appartamento, ormai saturo di gas, ma che l'esplosione si sia innescata non appena aperta la porta di ingresso, per effetto dello spostamento d'aria così generato che ha funzionato da innesco per la miscela». Se fosse stato dentro, Cecchini non sarebbe stato proiettato fuori dall'esplosione e non si sarebbe salvato. Il fatto non costituisce reato. (p.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa