Il Tirreno

Grosseto

Bonifazi risponde per le rime alla Faenzi: quello di Perrotta spettacolo provocatorio, ma pluripremiato

«Anche i bronzi di Riace sono nudi»

 F.F.
<strong>SINDACO.</strong> Emilio Bonifazi in platea agli Industri
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SINDACO. Emilio Bonifazi in platea agli Industri

La stagione vola, oltre mille abbonamenti: «Ci chiedono le repliche»

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GROSSETO. «In un momento i cui il Paese affonda l'onorevole Monica Faenzi si dovrebbe occupare, con la stessa passione con cui attacca uno spettacolo teatrale, dell'aeroporto, della disoccupazione del territorio, della Mabro, della crisi dell'edilizia. Ma guarda caso la provincia scopre di avere un parlamentare solo per via di una serata a teatro». Non si è affatto spenta la polemica nata intorno a "I cavalieri. Aristofane cabaret" di Perrotta che, sabato scorso, ha fatto infuriare l'onorevole Monica Faenzi.  Faenzi, ascoltato il racconto dei figli che avevano assistito a "I cavalieri", ha lanciato una dura accusa all'assessore alla cultura, Giovanna Stellini, "colpevole" di aver messo in cartellone uno spettacolo "osceno" per il linguaggio e il contenuto contro Berlusconi. Oggi a parlare è il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi.

«Il Comune - spiega Bonifazi - ha acquistato gli spettacoli concordandoli con Fondazione Toscana Spettacolo, come succede da vent'anni, anche negli anni dell'amministrazione di centro destra». Gli spettacoli sono di vario tipo e non potevano mancare i classici. «Aristofane è un testo difficile, provocatorio - spiega il sindaco - ma questo spettacolo ha vinto il premio Ubu, il riconoscimento più alto in Italia per il teatro. Nessuno di noi è critico, né censore».  Secondo Faenzi lo spettacolo non è adatto ai ragazzi. «Suvvia - spiega Bonifazi - chi vuole vedere uno spettacolo si informi prima, oggi nessuno è sprovveduto. E poi la stagione è stata molto apprezzata, con quasi mille abbonati». "I cavalieri", in particolare, era previsto solo il 20 dicembre, ma si è dovuto replicare la sera successiva per le tante richieste pervenute. «La reazione della Faenzi ci ha sorpreso - spiega ancora Bonifazi - ma il problema è che lei non era a teatro. L'arte è così: a nessuno verrebbe in mente di mettere le mutande ai bronzi di Riace perché sono nudi».

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