Sicurezza
Sul soffitto affiora lo zodiaco
Antonello Carrucoli
Finito il restauro di due sale a Palazzo Orsini, già spuntano altri tesori
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PITIGLIANO. Una piccola crepa nel muro, un pezzetto di intonaco che viene giù e un tesoro che spunta fuori da secoli addietro. È il "miracolo" di Natale di Palazzo Orsini a Pitigliano dove lunedì 2 gennaio alle 15 saranno inaugurate la Sala dello zodiaco e la Sala d'arme. Due sale che hanno appena restituito bellissimi affreschi rimasti finora nascosti dietro l'intonaco.
La prima è la Sala dello zodiaco, così definita per il rinvenimento sul soffitto di una zodiaco dipinto lungo i lati di un rettangolo, con al centro un cielo stellato e una colomba. La seconda è la Sala d'armi, che ha restituito armi araldiche e stemmi degli Orsini e dei conti, che rimandano a Niccolò III, famoso condottiero, detto "il Pitigliano" che servì i maggiori Stati italiani della seconda metà del '400. Gli affreschi sono stati scoperti per caso un paio di anni fa.
L'intonaco bianco, steso nel '700, si stava scrostando. Per imbiancare serviva ripulire il muro ma, a sorpresa, il custode del palazzo, Loris Razzi, si è accorto che spuntavano figure colorate. Per 4 mesi è proseguito il restauro finché non il tesoro non è tornato alla luce. Un intervento che ha coinvolto diverse ditte private di Pitigliano che hanno finanziato di tasca propria i lavori. Nel frattempo è stato avviato anche il recupero, ancora in corso, delle pitture della sala di entrata al Palazzo, grazie al finanziamento della curia vescovile - il Palazzo è sua proprietà ed è sede del vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello - e curato dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Siena.
Con queste ulteriori scoperte il Palazzo Orsini di Pitigliano si arricchisce di altre importanti superfici pittoriche, rivelando un apparato decorativo di prim'ordine, di epoca rinascimentale, arricchendo nel contempo il Museo Diocesano di cui è sede. Le due splendide sale saranno inaugurate il 2 gennaio alle 15. Ma non sono le uniche scoperte restituite dal palazzo. Si aggiungono, infatti, a quelle dei bei "Ritratti di personaggi" al piano superiore e forse potrebbero essercene altre. «Dobbiamo aspettarci nuove clamorose sorprese - spiega il professor Angelo Biondi, storico - infatti ho già segnalato che esiste un altro "Ciclo di uomini illustri" della famiglia Orsini, in attesa di essere scoperto sotto gli intonaci in una stanza del Palazzo. Come fa ad essere così sicuro?
«C'è una fonte scritta attendibile - spiega - che è il manoscritto settecentesco di un Anonimo Apatista, di cui ho curato personalmente la recente edizione. Sul Palazzo l'Anonimo dice che accanto alla Sala dello Zodiaco c'è la "camera del Conte" con i ritratti degli Orsini "in lungo ordine distesi" e ne cita quattro, dei quali egli aveva letto le epigrafi sottostanti. Per quanto ne dice l'Anonimo tale ciclo ancora ignoto si annuncia di notevole valore storico, ma forse anche artistico, probabilmente maggiore del "Ciclo dei personaggi illustri".
La prima è la Sala dello zodiaco, così definita per il rinvenimento sul soffitto di una zodiaco dipinto lungo i lati di un rettangolo, con al centro un cielo stellato e una colomba. La seconda è la Sala d'armi, che ha restituito armi araldiche e stemmi degli Orsini e dei conti, che rimandano a Niccolò III, famoso condottiero, detto "il Pitigliano" che servì i maggiori Stati italiani della seconda metà del '400. Gli affreschi sono stati scoperti per caso un paio di anni fa.
L'intonaco bianco, steso nel '700, si stava scrostando. Per imbiancare serviva ripulire il muro ma, a sorpresa, il custode del palazzo, Loris Razzi, si è accorto che spuntavano figure colorate. Per 4 mesi è proseguito il restauro finché non il tesoro non è tornato alla luce. Un intervento che ha coinvolto diverse ditte private di Pitigliano che hanno finanziato di tasca propria i lavori. Nel frattempo è stato avviato anche il recupero, ancora in corso, delle pitture della sala di entrata al Palazzo, grazie al finanziamento della curia vescovile - il Palazzo è sua proprietà ed è sede del vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello - e curato dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Siena.
Con queste ulteriori scoperte il Palazzo Orsini di Pitigliano si arricchisce di altre importanti superfici pittoriche, rivelando un apparato decorativo di prim'ordine, di epoca rinascimentale, arricchendo nel contempo il Museo Diocesano di cui è sede. Le due splendide sale saranno inaugurate il 2 gennaio alle 15. Ma non sono le uniche scoperte restituite dal palazzo. Si aggiungono, infatti, a quelle dei bei "Ritratti di personaggi" al piano superiore e forse potrebbero essercene altre. «Dobbiamo aspettarci nuove clamorose sorprese - spiega il professor Angelo Biondi, storico - infatti ho già segnalato che esiste un altro "Ciclo di uomini illustri" della famiglia Orsini, in attesa di essere scoperto sotto gli intonaci in una stanza del Palazzo. Come fa ad essere così sicuro?
«C'è una fonte scritta attendibile - spiega - che è il manoscritto settecentesco di un Anonimo Apatista, di cui ho curato personalmente la recente edizione. Sul Palazzo l'Anonimo dice che accanto alla Sala dello Zodiaco c'è la "camera del Conte" con i ritratti degli Orsini "in lungo ordine distesi" e ne cita quattro, dei quali egli aveva letto le epigrafi sottostanti. Per quanto ne dice l'Anonimo tale ciclo ancora ignoto si annuncia di notevole valore storico, ma forse anche artistico, probabilmente maggiore del "Ciclo dei personaggi illustri".
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