Sicurezza
«L'Unione sarà la nostra forza»
Fiora Bonelli
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CASTEL DEL PIANO. Franco Ulivieri Bilancio di fine anno di Ulivieri sul neonato ente
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CASTEL DEL PIANO. Ci sono da riorganizzare le truppe, da dare all'Unione dei comuni amiatini il piglio per tornare a contare. Con questi obiettivi Franco Ulivieri, presidente dell'Unione speciale dei comuni Amiata, verga il bilancio di fine d'anno, mentre incassa, in chiusura 2011, la notizia che le deleghe tanto auspicate, agricoltura e forestazione, la Regione Toscana gliele ha assegnate. Di contro ci sono le preoccupazioni per le risorse, le speranze legate alla forestazione, l'incognita della organizzazione del personale che diventerà da comunale, qual è ora, associato. E ancora i grandi interrogativi sul funzionamento del livello politico- istituzionale. «Perché quel che si va a fare è tutto nuovo - spiega il presidente - anche se la Comunità Montana ci lascia molta esperienza e anche un terreno predisposto su cui costruire. Infatti i più di 30 servizi che già l'ente montano gestiva su delega dei comuni è un patrimonio forte». Che problemi ci saranno? «Ora, coi servizi, i comuni devono mettere a disposizione dell'Unione anche il personale. I problemi saranno due. Primo: non vogliamo svuotare i comuni di personale per radunare tutti nella sede dell'Unione. Secondo: il personale, che adesso diventerà parte della gestione associata, dovrà trovare l'abilità per collaborare e rendere tutta la macchina organizzativa e amministrativa efficiente ed efficace. Questo sarà possibile solo con la creazione di un Urp in tutti i comuni, per comunicare in tempo reale». Perché si concentrano tante speranze nell'Unione, ma anche tanti nodi? «Col ridimensionamento e il superamento delle province adesso l'Unione diventa interlocutore privilegiato della Regione. Stanno maturando Unioni all'avanguardia, come a Viareggio e anche questo significa che è l'unico modo per avere spazio politico». Ma vi è la preoccupazione delle risorse. «Bisogna capire quali e quante arriveranno. Per fortuna la legge dice che il finanziamento delle Unioni sta dentro il bilancio strutturale della Regione e dunque vi è certezza in questo senso. E per fortuna la legge di fresco approvata ci dà anche le deleghe della agricoltura e della forestazione (sono deleghe forti in quanto a finanziamenti, ndc), senza le quali avremmo potuto chiudere bottega o quasi». Ma c'è un'ombra anche qui: per l'agricoltura la Regione vuole una cabina di regia centralizzata. «Ma noi ci batteremo perché l'agricoltura di montagna sia salvaguardata, pena lo sgretolamento del nostro tessuto sociale». Anche sulla forestazione tutto è da ridisegnare: il piano precedente, vecchio di 6 anni, è scaduto. «Nell'incontro che faremo a giorni con l'assessore regionale diremo che vogliamo creare la figura dell'"operaio di montagna" da mettere a disposizione dei Comuni. Si va a cambiare, insomma, lo stereotipo dell'operaio forestale». Ma il passaggio più arduo è politico-istituzionale. Il governo dell'Unione è la Conferenza dei sindaci, che possono avere orientamenti politici diversi. «Bisogna stare bene attenti a trattare con delicatezza questa relazione, governo unione e giunta e consiglio comunale e non inceppare questo modello».
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