Il Tirreno

Grosseto

«Investiamo in cultura»

<b>ARCIDOSSO.</b> Emilio Landi
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ARCIDOSSO. Emilio Landi

Il primo cittadino di Arcidosso si confessa «Niente soldi? Noi puntiamo su arte e storia»

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 ARCIDOSSO. «Dobbiamo fare lo slalom fra i paletti, non senza buche». Il sindaco di Arcidosso Emilio Landi rappresenta così i salti mortali che in questo momento di crisi nera, le amministrazioni sono costrette a fare per resistere, difendere ciò che hanno, salvare il salvabile e costruire qualcosa. Nel suo bilancio di fine anno e di metà legislatura Emilio Landi batte sul nodo di sempre.  Ovvero contrastare la logica dei numeri che strozzano i piccoli comuni, che assistono ai tentativi di scippo quotidiano dei servizi, anche storici, per le realtà amiatine.  «Pochi gli introiti - spiega Landi - da cui mancano gli oneri di urbanizzaizone diventati ormai un miraggio. Neppure si sono voluti fare ritocchi alle tasse che per 7 anni (a parte qualche piccolo aggiustamento) sono rimaste invariate».  Questo non ha impedito, però, un'azione di governo costruttiva e con risultati importanti. «Laddove abbiamo potuto, abbiamo messo i paletti: caserma dei carabinieri, giudice di pace, scuola. I nostri sono territori aperti e dispersi. Non siamo città. Non abbiamo i numeri di popolazione tali da tener botta. Per cui o ci trasferiamo in città oppure bisogna che vi siano riguardi per le realtà periferiche da parte del governo. Già si profila per l'immediato futuro la questione dei trasporti. E anche qui vogliamo dire la nostra. Purtroppo l'azione amministrativa dei piccoli comuni opera sui bastioni difensivi invece di protendersi a costruire e realizzare senza affanno».  Ma oltre a queste note dolenti, Landi mostra anche la faccia buona della medaglia e traccia la configurazione delle strategie arcidossine e dei risultati, puntando prima di tutto sulla cultura. «La realizzazione del museo medievale che stiamo predisponendo al castello aldobrandesco è un lavoro imponente e sarà un punto di forza per la visibilità di tutto il comprensorio. Con la cultura si fa la storia di un territorio e dunque nelle nostre strategie resta la valorizzazione pure del centro studi David Lazzaretti e di Merigar col suo museo dell'arte tibetana».  Landi individua altri punti chiave della politica comunale: «Valorizzare l'associazionismo, afferma, che è per noi una priorità, perché senza le associazioni le nostre 6 frazioni non sarebbero vivaci come sono».  E poi opere concrete, da tempo negli auspici dell'amministrazione: «Stiamo lavorando al regolamento urbanistico, alle strade di accesso, alla frana dei Macelli ferma dal secondo dopoguerra. Se riuscissimo a compiere queste opere potremmo ritenerci soddisfatti». F.B.

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