Il Tirreno

Grosseto

«Corruzione per 4 appartamenti»

<strong>COMUNE DI CAMPAGNATICO</strong> L’ex dirigente dei lavori pubblici Emanuele Barone e a destra il municipio del paese
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COMUNE DI CAMPAGNATICO L’ex dirigente dei lavori pubblici Emanuele Barone e a destra il municipio del paese

Il pm Pizza chiede un nuovo giudizio per l'ex sindaco Elismo Pesucci

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GROSSETO. Una tangente da 61.400 euro per un'abitazione; un abuso edilizio da 32 metri cubi (tutti di volumi tecnici) eccedenti i 600 massimi assentibili; una frode processuale per l'alterazione dello stato dei luoghi in occasione del sopralluogo da parte del consulente del pm. Tre ipotesi di accusa per un nuovo caso Campagnatico. Anche in questo è indagato Elismo Pesucci. Un caso imperniato su una presunta corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio che per quasi quattro ore è stato oggetto di discussione davanti al gup Mezzaluna. Il quale, ascoltate la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Pizza e le istanze difensive di segno diametralmente opposto, ha rinviato la propria decisione al 28 gennaio.  Con Pesucci - in qualità di ex sindaco - ci sono altri 8 indagati. Lorenzo Nofri, impresario edile; Emanuele Barone, ex dirigente dei lavori pubblici; Lorenzo Racioppi, in qualità di responsabile del procedimento; Roberto Serafini, istruttore del procedimento; Giampietro Corsetti, progettista e direttore dei lavori. Questi per la presunta corruzione.  Pesucci, Racioppi, Serafini, Nofri, Corsetti ma anche Alessio Bruni, dirigente dell'ufficio urbanistica, ed Enrico Comandi, committente dei lavori, devono rispondere dell'abuso edilizio. Infine, Lorenzo Nofri, Yuri Nofri ed Enrico Comandi devono rispondere delle tamponature alle aperture dei vani ritenuti abusivi al seminterrato che avrebbero comportato la frode per occultare gli abusi al momento del sopralluogo (novembre 2010).  Tutto partirebbe dalla vendita (2006) di un terreno in via Vergherai ad Arcille per relizzare un'abitazione: Pesucci, proprietario del terreno e poi acquirente di uno dei 4 appartamenti realizzati da Nofri, avrebbe ottenuto 45-55 mila euro quando il valore di mercato sarebbe stato di 116.400 euro. La differenza (61.400 euro) sarebbe stata «l'illecita dazione promessa e ottenuta da Pesucci», che avrebbe rinunciato ad altri 10mila euro e non ne avrebbe chiesti altrettanti alla stipula del definitivo per la clausola-ritardo; Nofri avrebbe anche realizzato migliorie per 5.800 euro non pagate. Secondo l'accusa, si tratterebbe di tangenti pagate da Nofri in cambio dell'attivazione di Pesucci e di altri funzionari comunali. Il sindaco si sarebbe dato da fare per fare avere l'autorizzazione per 4 appartamenti con volumetria eccedente, intevenendo su Racioppi e Serafini. Ma sarebbe intervenuto anche su Barone per far avere a Nofri lavori pubblici per 140 mila euro (69mila dei quali per il secondo stralcio della ristrutturazione dell'ex cinema di Arcille, più un anticipo di 14mila euro senza che vi fosse urgenza). La Procura contesta gli affidamenti diretti con importi sotto i 20.000 euro (senza gare - dunque "artificiosi") e la mancanza dei requisiti di urgenza, nonché la mancanza di documenti anche contabili della ditta. I progetti erano stati firmati da Corsetti, che non solo avrebbe "sforato" per 32 metri cubi (8 per appartamento - secondo l'accusa si tratta di volumi abitabili) ma avrebbe fatto realizzare altri 131 metri cubi ai seminterrati dei Nofri e di Comandi.  E comunque, il pm Pizza sostiene che Nofri non avesse titolo quando gli venne rilasciato (2005) il permesso a costruire per l'edificio. Bruni era il firmatario (2010) del permesso a costruire in variante del permesso ritenuto illegittimo (superamento dei 32 metri cubi, con quattro locali tecnici-autoclave dove invece sarebbero state anche realizzate due finestre) e inefficace, con gli abusi anche nel seminterrato. Il gup ha respinto le eccezioni difensive sull'utilizzabilità delle intercettazioni su presunte mazzette. Bruno Leporatti, difensore di Pesucci, ha sottolineato che «il capo di imputazione presenta criticità per l'individuazione nei confronti di Pesucci di condotte che si ritengono frutto di corruzione». Gli altri indagati sono difesi dagli avvocati Arcioni, Oneto, Giorgi, Valle, Tamburro. Pierluigi Sposato ALTRO SERVIZIO A PAG. 12

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