La manifestazione
Borghi, l'appello è fra un mese
Alfredo Faetti
Il 24 gennaio si discute il ricorso contro l'ineleggibilità a sindaco
3 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. A Gavorrano i botti non ci saranno a capodanno, ma il 24 gennaio. La Corte d'Appello di Firenze ha fissato la data per l'udienza sul caso ineleggibilità di Massimo Borghi, dopo il ricorso presentato dai legali del sindaco sulla sentenza in primo grado. Una tappa che apre adesso vari scenari. A questo punto il futuro del Comune minerario sarà tracciato dalle decisioni che prenderanno il giudice e il sindaco stesso. Perché, con l'udienza fissata per gennaio, in caso Borghi venga confermato ineleggibile come già deciso dal Tribunale di Grosseto, ci sarebbe la possibilità di tornare alle urne a primavera. L'intricata vicenda, iniziata negli ultimi giorni della campagna elettorale di maggio, potrebbe quindi arrivare ad una svolta. Tutto ruota intorno all'aspettativa da impiegato comunale presentata da Borghi per potersi candidare a sindaco: in ritardo secondo la Prefettura, che in questo senso ha avanzato un ricorso, in maniera regolare secondo il gavorranese e i suoi legali visto, secondo loro, il valore retroattivo dell'atto. In questo contesto, il Tribunale di Grosseto ha dato ragione alla Prefettura in primo grado, dichiarando il sindaco di Gavorrano decaduto per ineleggibilità. Borghi ha presentato subito ricorso contro questa sentenza, firmato dai suoi avvocati: Mario Giarrusso del foro di Catania e Nicola Maria Tamburro di quello di Grosseto. Arriviamo ad oggi, dove gli occhi sono puntati al 24 gennaio. Borghi fa sapere di non aver ricevuto nessuna comunicazione dai suoi legali in questo senso, ma nell'agenda della Corte d'Appello di Firenze l'udienza è segnata (alle 11.30). Una data che è un bivio, tanto per Borghi che per Gavorrano. Se verrà ribaltata la decisione del Tribunale grossetano diversi problemi per il sindaco andranno dissolvendosi, ma se invece la confermerà, occorrerà prendere una decisione: arrivare fino al terzo grado in Cassazione (come Borghi ha sempre detto di voler fare) oppure dimettersi dal suo incarico e lasciare al suo vice Elisabetta Iacomelli il compito di traghettare il Comune in vista delle nuove elezioni. E proprio qui sta il nocciolo della questione: la prossima tornata utile potrebbe essere quella di maggio, quando andranno a votare Pitigliano, Campagnatico e Manciano. Ma per poter salire su questo treno, dovranno essere istituiti i comizi elettorali, che hanno il termine fissato a metà febbraio. Il giudice della Corte d'Appello darà una sentenza in tempi brevi proprio per lasciare viva, nel caso, questa possibilità, dando modo ai legali anche di poter leggere le motivazioni con diverso anticipo, qualora Borghi decidesse di voler andare avanti nel processo. In questo caso un eventuale ricorso dovrebbe essere depositato entro 60 giorni. Insomma, a Gavorrano ci si prepara a vivere di nuovo giornate intense dal punto di vista amministrativo. I tempi saranno dettati dalle decisioni del tribunale prima, e del sindaco, nel caso, dopo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
