Attenzione
A picco le vendite al dettaglio
Enrico Pizzi
Flessione marcata anche nel periodo estivo rispetto al terzo trimestre 2010
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GROSSETO. La crisi economica morde e fa male, anche in Maremma, ormai è assodato, e anche nei periodi in cui, tradizionalmente, l'economia della provincia di Grosseto, trainata dal turismo balneare, ha sempre mostrato segnali di tenuta, se non di ripresa. L'indagine congiunturale realizzata dall'Osservatorio regionale sul commercio mostra infatti che nel terzo trimestre 2011, cioè nei mesi di luglio, agosto e settembre, è peggiorato l'andamento delle vendite negli esercizi al dettaglio che hanno fatto registrare un -3,4% rispetto al terzo trimestre 2010. Una flessione più marcata a livello provinciale che a livello regionale, visto che in Toscana il calo è del 2,4%, mentre mentre Grosseto sembra allinearsi di più, seppure in peggio, con il dato nazionale che si attesta sul -3,1%. In Toscana solo la provincia di Pisa fa registrare una performance peggiore di Grosseto, con un -4,2%. L'andamento negativo del terzo trimestre 2011, in provincia di Grosseto, è ancora più preoccupante perché è ormai dall'inizio del 2008 che tutte le indagini trimestrali si sono caratterizzate per un prolungato ed ininterrotto segno meno. «Negli ultimi decenni - ha detto il presidente della Camera di commercio di Grosseto Giovanni Lamioni - non ricordiamo una crisi economico-finanziaria così intensa, con una forte e prolungata penalizzazione soprattutto del tessuto della piccola e media imprenditoria. Tale crisi, i cui numeri sono sintetizzati dai continui aggiornamenti al ribasso delle stime del Pil, si manifesta, giocoforza, anche sull'andamento dei consumi soprattutto interni». Lamioni mette in evidenza che a soffrire di più, in provincia di Grosseto, è il commercio dei prodotti non alimentari, il "no food" e parla, con molta cautela, dell'attesa di «una "ripresina" per l'ultima parte dell'anno grazie agli acquisti natalizi», ma sembra essere più una timida speranza che una attesa fondata su segnali concreti. La crisi dei consumi colpisce, seppure con intensità diversa, piccola, media e grande distribuzione. Il dato più preoccupante è quello che fanno registrare le medie strutture di vendita, quelle che vanno dai 6 ai 19 addetti: -5,1% nel terzo trimestre, con un calo delle vendite ben superiore al secondo trimestre (-2,8%) e al primo (-1,1%). Aumenta la perdita anche nella piccola distribuzione, quella con meno di 6 addetti: -3,4% nel terzo trimestre, a fronte di un -2,6% sia nel primo che nel secondo trimestre 2011. Anche la grande distribuzione fa segnare un risultato negativo, seppure più contenuto, ma mostra una tendenza, nel corso dell'anno, ad un deciso calo dei consumi: -1,5% rispetto al -0,5% e allo 0% del secondo e primo trimestre. Una netta distinzione va fatta, poi, tra vendita di prodotti alimentari e vendita di prodotti non alimentari. Il settore alimentare fa registrare un -1%, a fronte di -1,9% in Toscana, e riesce, pur con il segno negativo, a tenere testa alla crisi, considerando anche che il risultato è migliore del trimestre precedente, quando al vendita dei prodotti alimentari aveva perso un 1,4%. La situazione per il "no food", invece, risulta decisamente critica visto che registra un calo delle vendite del 5,9%, contro il -3,2 % in Toscana, con un picco del -7,1% nel settore dei prodotti per la casa e gli elettrodomestici.
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