Sicurezza
Castel del Piano. Ok investimenti e infrastrutture, a rischio la cultura
«Un fondo anti disagio»
Fiora Bonelli
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SINDACO Claudio Franci Il progetto di Franci e il bilancio di metà mandato
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CASTEL DEL PIANO. Voglia di investire nonostante la crisi, ma anche presa di coscienza di problemi da tenere sott'occhio e di criticità da fronteggiare. Il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci, proprio a metà dei cinque anni della sua legislatura, tira un bilancio di massima. Un bilancio con un successo su tutti, tanto più importante per i tempi di crisi in atto: 3 milioni di euro investiti nelle pubbliche strutture in tre anni e 200mila euro all'anno spesi in via ordinaria per le forniture di beni e servizi. «Dunque - spiega Franci - il ruolo del Comune è stato non solo politico ma anche economico. Perché immettere risorse di tale portata nel circuito produttivo dell'Amiata e non solo di Castel del Piano ha un peso sostanzioso. I numeri del nostro bilancio parlano di 10 milioni di euro, una gran cifra di questi tempi». Franci spiega di aver fatto bingo anche nell'informatizzazione. «La nascita dell'Urp e la messa in rete degli atti degli uffici ci consentono di ricevere e trasmettere certificato. Siamo stati veloci e abbiamo fatto risultato». In questi due anni Franci e i suoi hanno pure dato alcune risposte ai giovani, come da programma elettorale, puntando alla questione disagio, ma anche cercando opportunità di formazione col progetto regionale GiovaniSì e con il sostegno della Fondazione Mps. Ne sono segnali gli stages aperti e le piccole opportunità di lavoro per i giovani più disagiati. Ma non ci sono solo rose e fiori. Franci indica molte questioni, anche di difficile soluzione. Ci sarà da rinunciare, magari, a qualcosa, come i contributi per iniziative, culturali, quali il palio o la scuola di musica. «In tempi di magra non possiamo mettere in questo capitolo 200mila euro. Non sono priorità e dunque, se non ci saranno sponsor, una stretta la dovrò dare. Da tener conto che il fondo sociale tagliato dallo Stato è stato dimezzato dalla Regione e non avremo neppure i contributi della Fondazione Mps. Dunque saremo noi a dover costituire un "fondo sul disagio" che ci consenta di intervenire nei casi eclatanti e i soldi li dovremo prendere da qualche parte». Ma l'idea è comunque di continuare a investire: «Ci sono 3 milioni per i lavori di Cellane, spero di appaltare i lavori per la frana di Montegiovi (300mila euro) e l'obiettivo è la messa a norma dell'edilizia scolastica (250mila euro). Bisogna fronteggiare la crisi, perché fino ad ora l'economia nostra si è salvata in quanto non è una monoeconomia. Spaziamo dall'agroalimentare alla meccanica all'edilizia e molto altro. Ma il Comune deve dare segnali e input». Bisogna poi trovare le risorse per la riqualificazione del sistema urbano e la manutenzione e l'organizzazione della viabilità. «Noi non possiamo né contrarre più mutui né fideiussioni - spiega il sindaco - possiamo solo contare sulla spesa corrente. Non abbiamo aumentato tasse (stiamo lavorando all'Imu). Però vogliamo fare le cose. Stiamo pensando anche di modificare il senso del traffico, per esempio davanti alle scuole. Credo che distribuirò un questionario ai cittadini per sentire le loro opinioni, poi si vedrà». E infine un problema che riguarda l'adesione dei Comuni all'Unione: «Noi siamo convinti che l'Unione è la strada giusta, ma ci sono dei paletti: l'Unione non può assumere nuovo personale. Questo nodo gioca la partita del nostro futuro».
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