La manifestazione
Porti, il Comune dice no all'Authority
Renzo Wongher
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ARGENTARIO. Il promontorio ha espresso il suo no alla nuova Authority portuale della Regione Porto Ercole: il consiglio comunale approva un atto in cui si schiera contro il nuovo strumento previsto dalla Regione Toscana
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PORTO ERCOLE. Il Comune di Monte Argentario si oppone all'authoriy portuale, lo "strumento" previsto dalla Regione Toscana e che comprende i porti di Viareggio, Porto Santo Stefano, isola del Giglio e Marina di Campo. Mercoledì sera la questione è approdata in consiglio comunale dove tutti i consiglieri, pur con posizioni e toni diverse, sostanzialmente si sono detti contrari alla proposta regionale per come è formulata, perché espropria il Comune della sua competenza sulle aree portuali: di fatto, con lo strumento regionale l'amministrazione comunale dell'Argentario sarebbe rappresentata pochissimo negli organi che governeranno la Port Authority. Le minoranze hanno chiesto all'amministrazione di premere sulla Regione per modificare qualche articolo sulla proposta di legge che istituisce la Autority. Più drastico è stato il no del sindaco Arturo Cerulli alla costituzione di questo organismo, nell'ambito del quale sembra ormai chiara la supremazia dello scalo viareggino. Alla fine è stato deciso di cercare di «limitare i danni» e tutto il consiglio comunale ha votato all'unanimità un documento che suona così: «il consiglio comunale di Monte Argentario manifesta la sua contrarietà ai contenuti della proposta di legge, così come strutturata per l'istituzione dell'autorità Portuale. Le forze politiche presenti in consiglio si propongono di istituire in brevissimo tempo una commissione speciale per la verifica, l'osservazione e i suggerimenti atti a migliorare il deliberato regionale». Chi più velatamente e chi più decisamente, i consiglieri hanno dunque manifestato l'intenzione di "rivedere" lo strumento regionale e oltre al documento e a una "commissione speciale" incaricata ad hoc, i consiglieri si stanno attrezzando per un incontro in Regione, dove sarà sollevata la questione del ridimensionamento di competenze e ruoli del Comune. La seduta del consiglio comunale si è svolta nell'edificio delle ex scuole elementari di Porto Ercole perché la sala consiliare del palazzo comunale di Porto Santo Stefano, ancora in corso di ristrutturazione, è tuttora indisponibile. La seduta ha preso un piega diversa da come si prospettava: promosso il punto all'ordine del giorno sui parcheggi pubblici all'interno del Peep di Porto Ercole, è stata retrocessa la "Discussione in merito allo sviluppo della portualità all'Argentario in considerazione del nuovo soggetto "Port Autority", argomento su cui in realtà era stata chiesta la convocazione del consiglio. Sul numero dei parcheggi nella zona della 167 della frazione, il dirigente del settore urbanistica Luca Vecchieschi ha letto una relazione accurata dove pare di capire che tutti i parcheggi auspicati non possono essere concentrati nella sola area commerciale della 167. Le opposizioni hanno proposto di acquisire aree esterne al Peep per mantenere il numero dei posti macchina, erroneamente in precedenza previsti e hanno argomentato che la faccenda non deve definirsi mero errore ma, caso mai, una grossa incongruenza. Dopo una lunga discussione si è arrivati alla votazione della delibera proposta dalla giunta. Le minoranze sono uscite dall'aula e ha votato soltanto la maggioranza, ma con qualche scricchiolio dovuto all'astensione di tre consiglieri.
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