La manifestazione
Polo logistico, asse Comune-Provincia
Enrico Pizzi
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DUE ENTI. A sinistra Marras e Bonifazi; sopra Braccagni; a destra lo scalo civile di Grosseto I due Enti a braccetto contro la Regione: «Lo vogliamo. E lo vogliamo lì»
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GROSSETO. «Il polo agroalimentare e il polo logistico di Braccagni s'hanno da fare, anche se alla Regione non piacciono più». Si è creato un'asse tra piazza Duomo e palazzo Aldobrandeschi. Un asse per portare a casa alcuni progetti strategici, ma prima di tutto per resistere, insieme Comune e Provincia, nei confronti della Regione e delle osservazioni presentate al regolamento urbanistico del Comune capoluogo che, tutt'altro che "acqua fresca" come aveva provato a minimizzare il sindaco solo qualche mese fa, se accolte, demolirebbero lo strumento urbanistico e soprattutto cancellerebbero la previsione del polo agroalimentare e del polo logistico di Braccagni. Il sindaco Emilio Bonifazi e il presidente Leonardo Marras, invece, hanno tutte le intenzioni di tirare dritto e di difendere le buone ragioni di Grosseto di fronte alla Regione, chiamando intorno a un tavolo lo stesso presidente Enrico Rossi. «Il regolamento urbanistico - ha detto Bonifazi - traccia le linee dello sviluppo futuro del territorio e a questo rispondono le previsioni delle aree produttive che tengono conto della concentrazione di imprese agricole in questa provincia, hanno bisogno di valorizzare e trasformare i prodotti e hanno bisogno della logistica e dell'intermodalità. Siamo convinti che il polo agroalimentare e un polo logistico dimensionato con le necessità del nostro territorio siano una risposta importante». Sulla stessa linea il presidente Marras che conferma che la Provincia è a fianco del Comune capoluogo nel confronto don la Regione e sottolinea che sarà attivato un confronto diretto con Rossi perché «non può essere che da una parte si sottoscrive un protocollo d'intesa che contiene il polo agroalimentare e quello logistico e dall'altra la stessa Regione chieda di ripensare quelle previsioni. La città di Grosseto - ha aggiunto - non può più essere solo un capoluogo di servizio, ma deve fare da traino del territorio sui settori vocati e non può non avere ambizioni produttive». Sempre in tema di sviluppo, ma di sviluppo turistico, in questo caso, il sindaco Bonifazi ha ricordato l'annosa vicende, che con la collaborazione della Provincia deve andare a buon fine, della conclusione del porto di Marina di Grosseto, con il recupero del canale San Rocco alla nautica da diporto, ma anche come collegamento con l'area artigianale a monte, per offrire un'ulteriore possibilità di sviluppo economico. Marras, invece, è intervenuto sulla questione dell'aeroporto di Grosseto e lo stop dell'Enac all'esame delle richieste di concessione in corso. Né la Provincia né il Comune si arrendono. «Un'altra tegola che ci cade addosso - ha detto il presidente - ma speriamo che tutto rientri. Su questo dobbiamo chiedere ai nostri parlamentari un impegno diretto sul Governo». Tra le azioni messe in campo per lo sviluppo Marras ha annunciato, per il 14 gennaio, gli stati generali dell'edilizia, il settore che più di ogni altro sta soffrendo della crisi e sta trascinando altre imprese nella crisi. «C'è la corsa - ha detto Marras - a chiudere la ditta», e ha ricordato, citando gli ultimi dati aggiornati della cassa integrazione, che si è avuta un'impennata soprattutto di quella straordinaria «segno che la crisi è, ormai, strutturale».
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