Il dolore
Orbetello. Raro esemplare atteso nelloasi del Wwf e preso a fucilate in Abruzzo
L'ultimo viaggio dell'ibis eremita stroncato in volo dai cacciatori
Elisabetta Giorgi
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OASI. Larea lagunare che raccoglie splendidi esemplari di ibis eremita 3 MINUTI DI LETTURA
ORBETELLO. Rapiti, presi a fucilate dai bracconieri. Triste destino quello degli ibis eremita, eleganti volatili che a Orbetello trovano rifugio nell'oasi del Wwf, salvo di volta in volta imbattersi in una sorte ingloriosa come la morte o le sparizioni improvvise. D'estate un ibis eremita (Geronticus eremita) ospite dell'oasi lagunare scomparve in circostanze strane. Successe tutto in una manciata di istanti: il raro trampoliere fu trovato ferito da una signora che allertò subito i volontari, ma l'animale si volatilizzò poco dopo come un sogno che sfuma senza lasciar traccia. Da allora non si è saputo niente: resta l'amarezza dei volontari del Wwf che due giorni fa, oltretutto, hanno registrato l'ennesimo episodio: mercoledì un altro esemplare di ibis è stato ucciso dai cacciatori nelle campagne dell'Aquila. Doveva raggiungere Orbetello in volo, ma è stato abbattuto a fucilate durante il tragitto: tre pallini lo hanno centrato al petto, alla testa e al collo, stroncando la migrazione da Grenau (Germania) all'oasi in seno alla laguna, unico rifugio in Italia che raccoglie e protegge la specie grazie a uno speciale progetto internazionale con partner austriaci (il Waldrappenteam, dal tedesco "waldrapp", trampoliere). È probabile che il volatile si fosse perso nel tragitto insieme ad altri due amici, che invece sono stati salvati e tra qualche giorno approderanno sani e salvi a Orbetello. Il proprietario di un'azienda abruzzese ha trovato l'ibis morto nel proprio recinto; il corpo è stato recuperato da una pattuglia della Forestale di Arischia che sorvegliava la cattura di altri due esemplari. «Un atto di bracconaggio grave», dice Fabio Cianchi (direttore dell'oasi Wwf) «visto che gli ibis sono non solo protetti, ma ormai rarissimi in tutto il mondo». Quasi estinti dal 1700, si contano solo due colonie selvatiche in Siria e in Marocco: in tutto sono meno di 100 esemplari. Molti di più gli ibis "allevati": tra questi, la colonia di Orbetello è l'unica in Italia che raccoglie animali in cattività e semicattività per insegnare agli uccelli la rotta migratoria, seguendo velivoli ultraleggeri guidati da piloti. Per Cianchi, che è alla guida del centro da 6 anni, l'ibis ucciso aveva un valore scientifico enorme. «Purtroppo - spiega - il bracconaggio è spesso fine a se stesso; i cacciatori sparano per il solo gusto di sparare e per cattiveria tout court, lasciando il corpo a terra». In 5 anni a Orbetello sono stati uccisi 5 esemplari. «Dietro alle sparizioni di animali selvatici, invece, esiste un mercato clandestino di proporzioni gigantesche, che segue di poco quello della droga ma è sottovalutato». Il centro orbetellano non ha registrato casi del genere, ma i volontari dell'oasi tengono alta la guardia e sorvegliano 24 ore su 24 i propri preziosi volatili, non foss'altro che per danni involontari o il passaggio di volpi e cani inselvatichiti.
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