Finanza
Gavorrano. Pd allattacco del Comune che poteva «differenziare in base al reddito»
È bufera sull'aumento dell'Irpef
A.F.
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PD. Francesca Mondei 2 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. Il raddoppio dell'Irpef a Gavorrano non poteva passare inosservato, soprattutto negli ambienti politici. Per il Pdl l'amministrazione è affetta da quella che definisce "sindrome Fornero", riferito alle lacrime della ministra quando ha parlato di sacrifici per il paese. Il Pd, invece, accusato dal sindaco di fare demagogia dopo il voto contrario, spiega: «è equità». Massimo Borghi infatti ha accusato i democratici di sostenere la manovra a livello nazionale per poi bocciare quella locale di Gavorrano. «Per prima cosa ancora non sappiamo quanto il Comune incasserà dall'Imu - dice il capogruppo Francesca Mondei - E anche nel caso in cui fosse stato necessario l'aumento dell'Irpef, l'amministrazione doveva prevedere una differenziale sulla base dei redditi di ogni cittadino. Invece si è provveduto a un aumento del 100% indistintamente». C'è anche un altro aspetto che non convince Mondei. «Se davvero queste nuove entrate nel 2012 devono servire per coprire quei 400mila euro, come ha detto il sindaco, dovuti alla mancata rinegoziazione dei mutui da parte del commissario, come mai questi soldi non risultano da nessuna parte? Una somma simile sarebbe stata inserita nell'assestamento di bilancio, che invece è stato approvato in pareggio dalla maggioranza». Un ragionamento simile lo fa anche il Pdl di Gavorrano. «Quello che però più ci sconcerta è la tutt'altro che velata accusa a Vincenza Filippi che, durante il commissariamento, non avrebbe rinegoziato i mutui contratti dal Comune nelle passate legislature. Ma il compito della rinegoziazione dei mutui spettava solo a lei? E da maggio ad oggi, cosa ha fatto la giunta Borghi per rinegoziare i mutui esistenti? Tempo ne ha avuto. Ma certamente è più comodo cercare il capro espiatorio». Per i pidiellini Filippi ha operato bene durante il mandato. «Piuttosto la sinistra dovrebbe fare un profondo "mea culpa" poiché - governando il Comune da oltre mezzo secolo - non può che accusare se stessa della disastrosa situazione economica attuale».
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