Il dolore
LE SOLUZIONI
Due tetti per chi è senza casa «I posti non bastano per tutti»
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Simone Giusti 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Una vita al limite quella dei clochard che, in molti angoli abbandonati della città, cercano riparo dal freddo. È rivolto a loro il servizio di accoglienza notturna de Le Querce di Mamre, unico centro a Grosseto aperto tutto l'anno. L'altro dormitorio, quello gestito dalla Società della Salute, si trova nei locali dell'ex circoscrizione di Barbanella, ma è attivo solamente nei giorni più gelidi. Il centro di accoglienza notturna Querce di Mamre nasce dalla collaborazione tra privati e parrocchia del Cottolengo. Il tutto si trova infatti in un locale adiacente alla chiesa. Dal 2006 al 2010 il dormitorio ha accolto 194 persone di cui 62 di nazionalità italiana. Per la stragrande maggioranza i senzatetto ospitati sono stati uomini, 166. Dal 1 gennaio al 20 dicembre di quest'anno il centro ha offerto un letto a 29 uomini, di cui 22 stranieri. Per accedere al dormitorio è necessario sostenere un colloquio preliminare con un operatore del Coeso. Questo per valutare il bisogno della persona e controllarne i requisiti basilari d'accesso: permesso di soggiorno in regola, nel caso di cittadini stranieri, ed astensione dall'assunzione di alcol e droghe. La permanenza è solitamente stabilita in 14 giorni. Un tempo che deve purtroppo spesso essere allungato per far fronte al perdurare del bisogno. «Spero - sottolinea il presidente delle Querce di Mamre, Fabio Sciarretta - che il prossimo anno vi siano ancora risorse per il dormitorio gestito dalla Sds. In attesa della realizzazione del progetto della parrocchia dell'Addolorata di una Casa della carità, la nostra è l'unica struttura notturna permanente ma non basta. Bisogna ottimizzare le risorse e sensibilizzare la comunità verso un problema che coinvolge tutti». M.B.
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