Gioco
EDILFERRARI
«Una forzatura? No, non feci i miei interessi»
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GROSSETO. «Quando dissi che erano una forzatura cui non potevo sottrarmi quei 10 posti auto che avevo dovuto mettere a disposizione del Comune intendevo dire solamente che fu una trattativa e che in quella circostanza non potei fare totalmente i miei interessi». Alessandro Ferrari, imprenditore, parla dei parcheggi pubblici a corredo di una palazzina privata da lui realizzata. E corregge la portata di dichiarazioni precedenti. C'era un muro da consolidare e l'Edilferrari lo fece a spese proprie: «Le spiego: mi mancava solo quello per consegnare gli appartamenti e non potevo permettermi di aspettare che il Comune trovasse i soldi. Barone me lo disse chiaramente. E poi non c'era lo spazio fisico per farli». Il difensore Leporatti gli fa notare che quello era un piano di recupero e che tali interventi comportano standard urbanistici a favore dell'ente pubblico: «Non lo sapeva?»
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