Il Tirreno

Grosseto

«Tutto si chiarirà presto»

Maurizio Bernardini
<b>AUTOVELOX.</b> Un sistema mobile e a destra l&#146;ex presidente Scheggi
◗
AUTOVELOX. Un sistema mobile e a destra l’ex presidente Scheggi

Inchiesta autovelox, parla l'ex presidente Scheggi

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. «Sono meravigliato. Di questa vicenda ricordo poco, credo comunque si risolverà tutto con un nulla di fatto»: è questa la prima reazione dell'ex presidente della Provincia di Grosseto Lio Scheggi, appresa la notizia dei quattro avvisi di garanzia ed altrettante perquisizioni nell'ambito dell'inchiesta sugli autovelox. Un meccanismo di appalti su cui si è posata la lente d'ingrandimento dei magistrati che, oltre ad indagare sui movimenti del titolare della ditta viterbese che si aggiudicò l'appalto, stanno verificando il comportamento di altre tre persone: l'ex assessore alla Polizia provinciale Gian Carlo Bastianini, l'ex comandante della provinciale Elidio Bartolini ed un funzionario della polizia provinciale ancora oggi in servizio. Gli inquirenti appureranno se vi siano stati falsi, turbative d'asta o corruzioni.  Un percorso, quello dell'esternalizzazione della gestione degli autovelox, che fu denso di polemiche su più fronti: era il settembre del 2005 quando la Provincia annunciò la cessione in appalto ad una ditta privata di Grotte di Castro, la Tecnotraffico, del servizio. Cgil, Cisl,Uil e Rsu provinciali presero male la scelta dell'Amministrazione, accusando inoltre il rischio di un impoverimento del ruolo degli agenti. Polemica fu anche la reazione di Comunisti Italiani, Verdi e Idv che definirono il tutto una brutta storia. I contestatori mal digerivano l'accordo preso tra la società e la Provincia che prevedeva un obiettivo minimo di sanzioni pari ad almeno 800 mila euro all'anno. Su tale importo la Tecnotraffico avrebbe riscosso una quota del 24%. Un bell'incentivo per l'azienda privata che più multava e più riscuoteva. Il sodalizio con la ditta montaltese si interruppe, però, appena cinque mesi dopo, a metà del febbraio 2006. Il servizio tornò così di competenza della polizia provinciale i cui agenti furono adeguatamente formati al nuovo impiego tramite corsi ad hoc. Questa la breve storia, fatta soprattutto di innumerevoli proteste: molti cittadini maremmani si unirono addirittura in gruppi organizzati pur di contestare autovelox puntati ovunque, a volte persino con il limite a 50 km orari su strade provinciali e strisce tratteggiate, come dire "sorpasso consentito, ma a passo di lumaca".  Una vicenda non semplice quella della Tecnotraffico e del suo titolare, il viterbese Antonino Tysserrand. L'amministratore unico dell'azienda finì ai domiciliari per un'inchiesta della Guardia di Finanza di Milano che, tre anni fa, scoprì un giro di multe facili, semafori truccati ed appalti irregolari in decine di comuni sparsi per l'Italia. Mentre alcuni rami di quel procedimento devono ancora concludersi, ecco che per la Tecnotraffico scoppia la grana anche in Maremma.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web