Sicurezza
Orbetello. A febbraio ignoti rubarono pc alla Telecom e lazienda punì due lavoratori, detraendo soldi in busta paga
Presidio per i dipendenti accusati di furto
Claudia Della Verde
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ORBETELLO. Uno scorcio della cittadina lagunare Protesta in piazza. Ma i sindacati si dividono e i diretti interessati «non condividono»
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ORBETELLO. Era la notte tra il 14 e il 15 febbraio scorso, quando alcune persone non identificate hanno fatto irruzione nel centro di lavoro Telecom di Orbetello Scalo. Ladri non professionisti - secondo i dipendenti - che si sono introdotti, scavalcando il recinto di protezione, nel parcheggio dell'edificio per scassinare sei auto e rubare gli attrezzi custoditi al loro interno. Ad essere sottratti sono stati alcuni personal computer piuttosto vecchi che si trovavano dentro le vetture, e strumenti di lavoro di vario tipo, di valore superiore ai pc. Dopo la denuncia contro ignoti ai carabinieri di Orbetello, la questione sembrava essersi chiusa senza ripercussioni sui lavoratori, ma così non è stato. Il mese dopo una lettera dell'azienda ha comunicato a due dipendenti della Telecom la detrazione dalla busta paga di una cifra pari a ottantacinque e trentacinque euro ciascuno. Il motivo era riconducibile al fatto che, avendo lasciato nelle auto (due panda di vecchia e nuova generazione), il materiale rubato, i tecnici erano ritenuti responsabili del danno. Una scelta opinabile, visto che ad aver subito lo scasso erano state anche altre quattro vetture contenenti merce più preziosa. Gli stessi dipendenti, che avevano lasciato le vetture chiuse all'interno della recinzione, in più occasioni avevano inoltre chiesto l'installazione di misure di sorveglianza. A quasi un anno di distanza si apprende che la Uilcom-Uil Toscana ha indetto per stamani dalle ore 10,30 un presidio di fronte al centro di lavoro Telecom di Orbetello. L'intento è quello di richiamare l'attenzione su una misura considerata dal sindacato lesiva nei confronti dei propri lavoratori. Con ciò si vuole indurre l'azienda a revocare il provvedimento inflitto ai tecnici in conseguenza del furto subito nel febbraio scorso. Peccato però che i diretti interessati non siano stati messi al corrente di tale evento. «Non sapevamo nulla della manifestazione - afferma uno dei due dipendenti - Il danno è stato più che altro morale; in trent'anni di attività ho sempre fatto il mio dovere e sono stato punito». Il lavoratore ha inizialmente pensato di rivolgersi a un avvocato per tutelare la propria dignità, decidendo poi di delegare ai rappresentanti sindacali interni la difesa della sua posizione. E in effetti i sindacati (anche se non è dato sapere con certezza quali) si sono mossi, incontrando i vertici aziendali e difendendo la causa. «Un messaggio, quello che si vuole lanciare stamani, che non condivido a pieno - continua il dipendente - Se viene deciso di far sentire le proprie ragioni, il luogo è quello sbagliato». A detta di alcuni, il modo del sindacato di indire il presidio e dar voce a dei lavoratori (che non essendo stati avvisati e poco d'accordo sul luogo non parteciperanno all'incontro) è stato un po' "strano". A confermarlo è il coordinatore provinciale delle comunicazioni della Cgil che, interpellato a riguardo, spiega. «Mi sembra una manifestazione impostata su un atteggiamento personalistico per cercare visibilità. Anche noi non ne eravamo al corrente, eppure ci siamo mossi per primi per far restituire le somme che erano state detratte».
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