Il Tirreno

Grosseto

Oggi la manifestazione contro la riorganizzazione e gli accorpamenti degli istituti decisa dalla Provincia

La media Vico scende in piazza

La media Vico scende in piazza

L'assessore: «Non rischiate nulla». I genitori: «Salta la continuità»

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GROSSETO. Oggi è in programma la manifestazione di protesta della scuola media Vico, a cui hanno aderito - lo annuncia Paola Sciocchetti, rappresentante dei genitori nel consiglio d'istituto - anche insegnanti di altri istituti comprensivi, anche loro non soddisfatti della riorganizzazione. Eppure la Vico - stando a quanto scrive il Comune - «non corre alcun rischio di smantellamento». «Le scelte fatte su Grosseto garantiscono posti di lavoro e qualità dell'offerta scolastica. E poi non dimentichiamo che le famiglie avranno piena libertà di decidere dove mandare i ragazzi». E' questa in estrema sintesi la posizione dell'amministrazione comunale di Grosseto sul piano di verticalizzazione e dimensionamento delle scuole, approvato di recente dal consiglio provinciale. Ieri ha parlato di nuovo l'assessore comunale alla pubblica istruzione Luca Ceccarelli, rispondendo al personale della Vico. «Dire che la Vico è a rischio chiusura - attacca - è fuorviante. Personalmente ritengo che l'amministrazione comunale abbia portato un contributo determinante alla riorganizzazione della rete scolastica approvata in consiglio provinciale in base a rigidi vincoli nazionali. La Regione e la Provincia hanno portato avanti l'impostazione normativa orientata alla costituzione di istituti comprensivi, all'interno della quale il Comune ha individuato le proprie scelte, anche a seguito di un trasparente confronto con i vari dirigenti scolastici». Secondo Ceccarelli - attraverso la costituzione di sei istituti comprensivi - sono stati salvaguardati posti di lavoro e qualità dell'offerta formativa. «Abbiamo stabilito di venire ulteriormente incontro alla libertà di scelta delle famiglie bloccando la creazione di nuove sezioni per evitare eccessive concentrazioni di iscritti e stabilendo criteri unici di accesso a tutte le scuole; criteri che garantiranno la qualità dell'offerta dei singoli istituti a prescindere dalla loro collocazione in città. Ne conseguirà una naturale ripartizione dei nuovi alunni, che consentirà a tutti i nostri istituti di rispettare i numeri decisi dallo Stato centrale e quindi di continuare nel loro impegno. Quello che voglio chiarire con assoluta trasparenza è che il combinato disposto di normative nazionali, regionali e provinciali, poteva certamente generare delle difficoltà ma che le scelte compiute dal Comune sono riuscite a ridurre a tenere conto di tutte le esigenze». La Vico, però, non intende fare passi indietro. Resta confermata la manifestazione per protestare contro il Piano, mentre su Facebook è nato il gruppo "Voce alla Vico", coordinato da Paola Sciocchetti, rappresentante dei genitori nel consiglio d'istituto. Molteplici i contributi già arrivati nella bacheca. Così la pensa Margaret Calabria, che alla Vico ci lavora. «Anche se le polemiche di questi ultimi giorni potrebbero far credere il contrario, io sono per i comprensivi. Ma sono anche per una giusta distribuzione, perché è questo poi il problema reale. Nessun docente, genitore, preside, della scuola Vico, si è mai schierato contro la validità didattica degli istituti comprensivi, ciò che noi critichiamo è la forma con cui sono stati realizzati. Se prendiamo in mano la cartina di Grosseto e guardiamo gli accorpamenti ci accorgiamo subito che non sono stati seguiti criteri territoriali (vedi il 5º circolo con Scansano), ne un criterio di continuità storica della scuola nel quartiere. Scopriamo invece che gli accorpamenti avevano come unico obiettivo quello di raggiungere il numero 1.000 in sommatoria». «E' vero, infine, - conclude la Calabria - che i genitori potranno continuare a scegliere di mandare i figli nella scuola media che preferiscono (e ci mancherebbe altro..) ma a tutti quei genitori che invece vorranno restare in un istituto comprensivo perché ne hanno abbracciato il percorso e le scelte didattico-formative cosa diranno i dirigenti qualora non ci fosse posto? Con quali criteri avverrà l'eliminazione e lo spostamento?». (gb)

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