Sicurezza
Unipotesi dettata da nuovi accordi commerciali
Caschi made in Maremma La Vemar torna dall'India
Fra.Go.
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GROSSETO. Imprese in crisi, che le stanno studiando tutte per evitare il peggio. Tra cassa integrazione e fiere, una delle aziende grossetane che sta cercando alzare la testa è la Vemar-Helmets, con i suoi sessnta dipendenti che per tredici settimane usufruiranno degli ammortizzatori sociali. Ma la fabbrica di caschi sta tornando forte sul mercato con un progetto che darà respiro alle maestranze. Nella fabbrica di via Topazio, dove si progettano caschi, la novità potrebbe essere proprio il dietrofront della linea aziendale. Quella che ha portato in India una parte della produzione e che ora invece ha deciso di farla tornare a Grosseto. Uno dei caschi della Vemar infatti, per un periodo è stato realizzato in Oriente, ma le fiere alle quali la società di Nicola Simoni ha partecipato hanno mandato segnali incoraggianti. Il dietrfront, quindi, potrebbe essere un nuovo passo in avanti per rilanciare la produzione anche a Grosseto. Sessanta sono i dipendenti dell'azienda che per altre tredici settimane farà ricorso alla cassa integrazione per superare questi momenti di crisi. «Quello che però ci consola - dice Della Spora - non è tanto o soltanto il fatto che le fiere siano andate bene e che stiano arrivando nuovi contratti per la realizzazione e la vendita di caschi. L'idea di riportare una parte della produzione in Italia è una scelta che va sicuramente controcorrente e che può dare respiro al rilancio della struttura. I tempi non sono facili, ma almeno la speranza resta viva». Una speranza, anche in questo caso, che non riguarda soltanto i vertici aziendali ma che potrebbe far tirare un sospiro di sollievo alle famiglie che lavorano nello stabilimento. Dove vengono progettati caschi indossati da generazioni di grossetani e non solo.
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