Proteste
Manciano: i retroscena della crisi del Comune
«Abbiamo sofferto per un anno intero»
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MANCIANO. Un anno di silenzio; poi le intenzioni sono esplose. A rivelare il sofferto percorso maturato in seno al Comune di Manciano è il gruppo consiliare "Per il nostro Comune". «La scelta di dimetterci e di conseguenza sciogliere il consiglio comunale andando a nuove elezioni - racconta - è stata un atto estremamente sofferto ma necessario per il bene del territorio e per porre fine alla situazione di assoluto stallo amministrativo e ingovernabilità che si era creata. Dopo un intero anno in cui, senza far trapelare nulla all'esterno, abbiamo chiesto al sindaco una maggiore partecipazione di tutti nei processi decisionali, nel tentativo di rianimare il confronto democratico nella maggioranza, il 31 agosto abbiamo costituito un gruppo consiliare. La reazione che ne è scaturita è stata di un'inaudita ferocia, con la revoca dei nostri incarichi e la nostra totale esclusione dalla vita amministrativa. La nuova giunta, dopo essersi insediata, ha trascorso più tempo a fare il processo ai progetti dei suoi predecessori che a mettere in campo proprie progettualità o proseguire, di concerto con gli uffici comunali, quelli iniziati. Ne è scaturito un drammatico immobilismo amministrativo, che ci ha definitivamente convinto sull'insostenibilità della situazione. Quindi una volta approvato il piano strutturale abbiamo deciso di staccare la spina. Ora il Comune sarà gestito per alcuni mesi dal commissario: questo non creerà alcun problema alla vita amministrativa. Abbiamo semplicemente anticipato quello che sarebbe avvenuto nel naturale passaggio di consegne del 2014. Conoscendo bene i soggetti e apprezzando la loro professionalità, siamo sicuri che il lavoro congiunto di commissario, dirigenti e dipendenti comunali sarà di assoluto livello e garantirà a noi tutti servizi pubblici funzionali. Adesso si preannuncia una lunga campagna elettorale, da parte nostra, così come abbiamo sempre fatto utilizzeremo sempre mezzi di comunicazione ufficiali, come il nostro sito web, i comunicati stampa e i dibattiti pubblici. Non ci piacciono le offese, le chiacchiere e i pettegolezzi, spesso fatti porta a porta, dove si fanno false illazioni a cui la controparte non può replicare. Ci auguriamo che tutti seguano questo esempio e soprattutto che da domani si inizi a pensare non a cosa è stato, ma a cosa sarà, confrontandoci su proposte concrete di pianificazione del futuro. Noi di certo lo faremo».
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