Il dolore
"Sms a Carobbio anche nell'intervallo delle partite di B"
Anche durante l’intervallo gli organizzatori del traffico illecito di scommesse (gli zingari) avrebbero tenuto i contatti con il calciatore biancorosso Filippo Carobbio, per sincerarsi del buon andamento dei propri “affari”
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«Sia prima di Grosseto-Reggina, sia addirittura durante l’intervallo e terminata la partita ci sono numerosissimi sms tra l’utenza di Gegic e quella in uso a Carobbio, la cui cella peraltro risulta attestata a pochi passi dallo stadio, a conferma del fatto che si tratta di uno dei calciatori di quella partita». Insomma, anche durante l’intervallo gli organizzatori del traffico illecito di scommesse (gli zingari) avrebbero tenuto i contatti con il calciatore biancorosso Filippo Carobbio, per sincerarsi del buon andamento dei propri “affari”.
Lo si legge in uno dei passaggi dell’ordinanza che ha portato in carcere il mediano. I calciatori erano “marcati stretti”, per usare un termine calcistico. Il 15 marzo 2010, un lunedì, giorno di Grosseto-Mantova (1-1), Carlo Gervasoni - all’epoca giocatore dei lombardi - era squalificato. Non era nel ritiro eppure era ugualmente a Grosseto: al Granduca. E nello stesso albergo c’erano Saka Vinko e Alija Ribic, due croati che gli investigatori ritengono elementi centrali del movimento di scommesse clandestine: erano lì, secondo la polizia croata, «probabilmente tutti intenzionati alla pianificazione e successiva alterazione dell’incontro Grosseto-Mantova».
Per Ancona-Grosseto 1-1, «in data 28 aprile 2010, dopo che Vinko Saka aveva ricevuto da Almir Gegic l’informazione che le due squadre si erano accordate per l’1-1, Alija Ribic e Vinko Saka d’intesa con Dino Lalic e Admir Suljic partivano per Ancona con l’intenzione di contattare i giocatori Carobbio e Conteh, per accordarsi su alcune combinazioni relative al tempo dei gol segnati e al risultato del primo tempo di gioco, sulle quale avrebbero potuto scommettere, corrispondendo loro in cambio la somma di denaro, verosimilmente 60mila euro».
Lo si legge in uno dei passaggi dell’ordinanza che ha portato in carcere il mediano. I calciatori erano “marcati stretti”, per usare un termine calcistico. Il 15 marzo 2010, un lunedì, giorno di Grosseto-Mantova (1-1), Carlo Gervasoni - all’epoca giocatore dei lombardi - era squalificato. Non era nel ritiro eppure era ugualmente a Grosseto: al Granduca. E nello stesso albergo c’erano Saka Vinko e Alija Ribic, due croati che gli investigatori ritengono elementi centrali del movimento di scommesse clandestine: erano lì, secondo la polizia croata, «probabilmente tutti intenzionati alla pianificazione e successiva alterazione dell’incontro Grosseto-Mantova».
Per Ancona-Grosseto 1-1, «in data 28 aprile 2010, dopo che Vinko Saka aveva ricevuto da Almir Gegic l’informazione che le due squadre si erano accordate per l’1-1, Alija Ribic e Vinko Saka d’intesa con Dino Lalic e Admir Suljic partivano per Ancona con l’intenzione di contattare i giocatori Carobbio e Conteh, per accordarsi su alcune combinazioni relative al tempo dei gol segnati e al risultato del primo tempo di gioco, sulle quale avrebbero potuto scommettere, corrispondendo loro in cambio la somma di denaro, verosimilmente 60mila euro».
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