Il Tirreno

Grosseto

«Sms a Carobbio anche nell'intervallo delle partite di B»

<strong>AL TIRO.</strong> Filippo Carobbio con il Grosseto nel 2009-2010
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AL TIRO. Filippo Carobbio con il Grosseto nel 2009-2010

Gli zingari seguivano la squadra nei ritiri per assicurarsi del buon esito degli affari

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GROSSETO. «Sia prima di Grosseto-Reggina, sia addirittura durante l'intervallo e terminata la partita ci sono numerosissimi sms tra l'utenza di Gegic e quella in uso a Carobbio, la cui cella peraltro risulta attestata a pochi passi dallo stadio, a conferma del fatto che si tratta di uno dei calciatori di quella partita». Insomma, anche durante l'intervallo gli organizzatori del traffico illecito di scommesse (gli zingari) avrebbero tenuto i contatti con il calciatore biancorosso Filippo Carobbio, per sincerarsi del buon andamento dei propri "affari". Lo si legge in uno dei passaggi dell'ordinanza che ha portato in carcere il mediano. I calciatori erano "marcati stretti", per usare un termine calcistico.  Il 15 marzo 2010, un lunedì, giorno di Grosseto-Mantova (1-1), Carlo Gervasoni - all'epoca giocatore dei lombardi - era squalificato. Non era nel ritiro eppure era ugualmente a Grosseto: al Granduca. E nello stesso albergo c'erano Saka Vinko e Alija Ribic, due croati che gli investigatori ritengono elementi centrali del movimento di scommesse clandestine: erano lì, secondo la polizia croata, «probabilmente tutti intenzionati alla pianificazione e successiva alterazione dell'incontro Grosseto-Mantova». Nella squadra lombarda c'era un altro ex biancorosso, Alessandro Pellicori, ritenuto in contatto con Gervasoni. Mentre dall'altra c'erano Carobbio, Conteh, Joelson e Acerbis. «A ridosso della partita Gervasoni intratteneva ben 16 contatti tra fonie e sms con l'avversario sul campo, ma compagno di affari illeciti, Carobbio, dalle 21,36 del 14 marzo alle 14,50 del 15».  Per Ancona-Grosseto 1-1, «in data 28 aprile 2010, dopo che Vinko Saka aveva ricevuto da Almir Gegic l'informazione che le due squadre si erano accordate per l'1-1, Alija Ribic e Vinko Saka d'intesa con Dino Lalic e Admir Suljic partivano per Ancona con l'intenzione di contattare i giocatori Carobbio e Conteh, per accordarsi su alcune combinazioni relative al tempo dei gol segnati e al risultato del primo tempo di gioco, sulle quale avrebbero potuto scommettere, corrispondendo loro in cambio la somma di denaro, verosimilmente 60mila euro». Tra il 29 e il 30 aprile Gegic e Ribic erano nello stesso hotel Class di Castelfidardo dove alloggiava l'Ancona. «Dalle 0,54 del 29 all'1,18 della stessa notte c'è uno scambio di 15 sms tra Gegic e l'utenza attribuita a Carobbio. Il 29 aprile alle 9,48 Gegic riferisce a Saka di essersi visto "con quello" e cioè probabilmente con un calciatore. Il 30 aprile Saka e Gegic «si stanno chiedendo se chiamare Pippo e Nero (Joelson) nella stanza per "disegnare ciò che serve"». Tra il 21 e il 22-23 maggio 2010 (Grosseto-Reggina), Gegic e Ribic erano al Granduca. «Il 20 maggio Gegic e Saka si chiedono quando avvicinare i giocatori da corrompere. Si dice che forse il sabato saranno in quarantena, espressione che sicuramente allude al ritiro». Gli investigatori ricostruiscono gli accordi e la discesa delle quotazioni. Ribic non trova posto allo stadio e segue la partita in tv. Ci sono altre conversazioni. E alle 15,29 (la partita è già iniziata) Saka riferisce a Seet Eng Tan - il capofila di Singapore - «che non c'è problema». (p.s.)

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