Attenzione
MARRINI PROTESTA
Settemila firme da due mesi per l'ambulatorio pediatrico ma l'Asl non dà risposte
Paola Villani
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FOLLONICA. Che fine hanno fatto le 7000 firme sull'ampliamento del servizio pediatrico follonichese? Il peso della richiesta di quasi un terzo di Follonica sino ad oggi non ha prodotto effetti: la situazione è sempre la stessa, due pediatri generici, nessun ambulatorio dell'Asl specializzato per i piccoli e nemmeno un punto di primo soccorso. Nulla. Nonostante appunto una quantità rilevante di persone abbia chiesto a gran voce di accrescere il servizio medico rivolto ai bambini, viste le tante problematiche causate dalla carenza di pediatri. Sandro Marrini (nella foto), consigliere del Pdl e promotore della petizione di fine estate (con la quale si chiedeva l'apertura di un ambulatorio pediatrico), torna alla carica spiegando che all'interrogazione di fine settembre dove si presentavano al sindaco di Follonica le firme raccolte, non è stato dato seguito, contravvenendo anche ai regolamenti comunali che vorrebbero una risposta entro 30 giorni dalla consegna al protocollo. «Sono passati più di 60 giorni - racconta Marrini - e ancora nessun documento mi è arrivato, tra l'altro sono stati fatti alcuni consigli comunali nell'arco di questo periodo e mai è stata affrontata la questione. Ora il 23 dicembre la mia interrogazione è all'ordine del giorno, vedremo cosa mi sarà risposto». Per portare avanti la causa sono scesi in campo anche i consiglieri regionali del Pdl che hanno esposto attraverso un atto sia al presidente che all'assessore regionale alla sanità l'emergenza pediatria a Follonica. In questo momento dell'anno, così come in estate, la mancanza di un supporto ai due medici di base si fa sentire di più: influenze con febbre alta e virus gastrointestinali sono frequenti e ad esserne colpiti per primi sono i bambini. Così se si è impossibilitati ad andare dal pediatra di riferimento, tocca arrivare con il piccolo sino all'ospedale di Grosseto dove c'è un pronto soccorso pediatrico appunto. Magari proprio per evitare lo spostamento ci si rivolge a pagamento ad altri medici, e di questi tempi il denaro per molti è un tasto dolente. Il sindaco dal canto suo ha sempre spiegato che il numero di pediatri corrisponde alle direttive regionali in materia. Vedremo venerdì se quelle firme hanno avuto un peso o meno.
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