Sicurezza
L'ex assessore Canuti indagato si difende «Ho chiarito tutto»
Maurizio Bernardini
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GROSSETO. Aver aggiustato la variante al piano strutturale per favorire il suocero. E' questa l'accusa che l'allora capogruppo del Pdl Luca Montemaggi scagliò contro l'assessore all'urbanistica Moreno Canuti. Era il 25 marzo dello scorso anno. Terreno conteso quello nei pressi dell'unità territoriale di Batignano. Proprio a causa di questo polverone l'uomo della giunta rassegnò nelle mani del sindaco Bonifazi la delega al governo del territorio, restando in carica con competenze limitate al commercio. Canuti si è in seguito defilato dalla competizione politica, seguendo il corso del Bonifazi bis non più tra i protagonisti. Un anno dopo l'autosospensione, comunque, al momento dell'adozione del regolamento, la variante incriminata era scomparsa dal testo. La macchina della giustizia si era però già messa in moto ed oggi, a distanza di quasi due anni, la questione legata alla variante al piano strutturale ed alle implicazioni "familiari" dell'ex assessore è tornata ad essere di stretta attualità. Canuti, è notizia di questi giorni, ha infatti ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura. Starà al sostituto procuratore della Repubblica Stefano Pizza accertare se siano stati perseguiti interessi illeciti. Per giungere ad una sentenza completa, intanto, gli inquirenti hanno sequestrato alcuni documenti e il disco rigido del computer portatile dell'ex assessore. «Quando fu fatta l'interrogazione da parte di Montemaggi - ricorda lo stesso Canuti - lasciai immediatamente la delega all'urbanistica. Mandai in Procura l'atto, definito illegittimo, e allegai una documentazione che potesse chiarire il tutto. Alla fine del 2010 - prosegue l'ex assessore - credevo la cosa fosse finita. Pare invece non sia così». Ma da cosa nasce tutto il problema? «Il piano strutturale è stato approvato nell'aprile del 2006 dall'Amministrazione di centrodestra. In quel piano il terreno di mio suocero era già previsto "edificabile". Il regolamento urbanistico adottato nel marzo 2011 non ha modificato il piano strutturale. Non ho dunque mai fatto favori a nessun parente né a nessun altro. Sono stato interrogato dagli inquirenti e ho detto tutto quel che sapevo. Spero sia fatta piena luce su tutta la vicenda al più presto perché sono consapevole di non aver fatto nulla di male». In definitiva Canuti si sente tranquillo? «Mi dispiace che cose di questo genere creino malessere ai miei familiari. Non posso dire di essere tranquillo: chi è abituato a fare certe operazioni più o meno illecite magari certe cose se le aspetta. Io - conclude Canuti - non ho mai fatto nulla di irregolare e dunque non sono proprio preparato a questo». Giungono nel frattempo ferme le parole del sindaco Emilio Bonifazi che, tramite una nota scritta, esprime la più convinta solidarietà a Canuti. La vicenda che ha visto l'ex assessore subire l'avviso di garanzia nasce proprio «dalla volontà dello stesso Canuti di portare tutti i documenti in Procura per dissipare qualunque ombra. Ne è seguita - prosegue la nota del sindaco - una serie di atti dovuti. Conosco da anni Moreno e ne conosco soprattutto la serietà, l'onestà e la trasparenza. Ho piena fiducia nell'azione della magistratura che, sono certo, chiarirà in modo definitivo la vicenda». Il primo cittadino conclude il proprio ragionamento ricordando come «la giunta comunale che ho avuto l'onore di guidare dal 2006 era composta tutta da gente perbene e non ha mai commesso illeciti. Un'esperienza amministrativa, come quella in corso, di cui vado assolutamente fiero».
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