Il dolore
Amici Miei. Nuova udienza per i presunti illeciti commessi al Comune di Campagnatico
Al processo Pesucci i consulenti dell'accusa
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PROCESSO. Elismo Pesucci con lavvocato Leporatti 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. È di nuovo il giorno dell'accusa al processo nei confronti di Elismo Pesucci, accusato di interventi illeciti nell'amministrazione pubblica di Campagnatico. Oggi sarà la volta di un sottufficiale della guardia di finanza e dei due consulenti del pubblico ministero, che riferiranno a proposito degli accertamenti compiuti sulle pratiche urbanistiche ed edilizie oggetto di contestazione. Il pm Stefano Pizza punta a dimostrare le ingerenze indebite dell'ex sindaco e vicesindaco. L'udienza di "Amici Miei" riparte dalle ultime due testimonianze, rese la scorsa settimana. Riparte dalle parole di Simone Simi, eletto con la maggioranza nella prima legislatura Pesucci e di nuovo in consiglio anche con Tistarelli: «Non mi sono più presentato nei consigli comunali perché amareggiato da questa vicenda - aveva detto mercoledì scorso - Non vedevo alcun cambiamento. Con Pesucci non ho avuto contrasti. Ma nel 2007, quando avevo già due legislature alle spalle, mi chiesero di presentarmi come sindaco. Ebbi due-tre incontri ma non c'erano elementi specifici e non accettai». Alla domanda del pm se abbia visto il documento in cui l'appoggio a Simi era subordinato a una serie di passaggi obbligati in termini di nomine (Pesucci vicesindaco, un suo parente in giunta), il consigliere ha risposto che gli era stato letto qualcosa del genere nel corso di un incontro. «Ma ho capito che la mia autonomia era minima e non accettai». Sulla nomina di Pesucci a direttore generale si scagliò in consiglio comunale Luigino Biffoni, capogruppo di opposizione: «La ritenevo un sopruso, una prepotenza. Dissi una cosa che non dovevo dire, per rabbia», si scusa. «A Barone contestavo la poca trasparenza nell'affidamento dei lavori, che andavano sempre alle solite ditte: Cela, Catocci, Perna, Brizzi. Più volte segnalai in consiglio che c'erano anomalie ma Pesucci mi rispondeva che avevano vinto loro...». Candidato a sindaco dopo essere passato in Provincia, Biffoni ha ricordato di aver visto operai dell'appalto pubblico che asfaltavano strade private. P.S.
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