Il dolore
Pioggia di multe per i pirati del parcheggio
Maurizio Bernardini
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SULLO SCIVOLO Una macchina parcheggiata fuori posto I dati della Municipale: da gennaio 500 sanzioni da 38 a 80 euro
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GROSSETO. Innegabili esigenze. Sono quelle che quotidianamente, nell'indifferenza e nel menefreghismo, vengono calpestate. Autovetture e scooter parcheggiati selvaggiamente dove proprio non dovrebbero, e non potrebbero, stare: strisce pedonali, scivoli destinati al transito di portatori di handicap, luoghi di sosta riservati ai disabili. Ogni punto sensibile ha i suoi cafoni. Personaggi che pare non riescano a comprendere le difficoltà con cui alcuni soggetti più deboli hanno a che fare, loro malgrado, quotidianamente. Ma quante sono le multe e quali le sanzioni previste? Solo nell'arco temporale che va dal primo gennaio al 31 ottobre di quest'anno, le contravvenzioni per chi ha lasciato la propria vettura sulle strisce pedonali sono state 295. «Per questo tipo di violazione - ricorda l'ispettore della municipale Massimo Soldati - la somma da versare prevista è di 80 euro, oltre all'eventuale rimozione forzata. Sono 38 euro nel caso il veicolo sia un ciclomotore o un motoveicolo. Le soste abusive negli spazi riservati ai veicoli degli invalidi sono state 161, così come il parcheggio davanti agli scivoli, punito per 14 volte. Entrambe le violazioni valgono una multa di 78 euro, oltre la rimozione e la decurtazione di due punti dalla patente». Sanzione che si abbassa a 38 euro se gli ostacoli sono veicoli a due ruote. Esistono dunque diverse "punizioni" per chi ignora i diritti altrui. Ma in che altro modo sono tutelati i portatori di handicap dal codice della strada? Tanto per cominciare va detto che esistono due tipi di contrassegni da esporre sul cruscotto. Certificati che danno la possibilità di sostare nei parcheggi riservati. Questo genere di tagliandi si divide in permanente - la durata è di cinque anni e può essere rinnovato tramite un certificato rilasciato dal medico di famiglia - e temporaneo. Quest'ultimo viene concesso a chi, ad esempio, si ritrova ad avere un arto ingessato per qualche settimana. Esiste inoltre la possibilità, se il cittadino soffre di una menomazione fisica dell'apparato locomotore, di personalizzare lo spazio di sosta, segnando il numero di contrassegno e riservando lo spazio davanti alla propria abitazione o al proprio luogo di lavoro. Certo resta, anche in questo caso, il problema dell'abuso legato alla maleducazione. Una questione di difficile risoluzione, multe permettendo.
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