Il Tirreno

Grosseto

È scontro sul piano della Provincia. Il provveditore: «Diamo un messaggio sbagliato»

La media Vico scende in piazza

<strong>PROVVEDITORE</strong> Elisa Amato Nicosia
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PROVVEDITORE Elisa Amato Nicosia

Genitori e personale sul piede di guerra: «Saremo smembrati»

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GROSSETO. Proteste e fermento intorno alle scelte contenute nel piano di verticalizzazione e dimensionamento delle scuole approvato in Provincia. Si continua a discuterne soprattutto in città, dove la costituzione dei nuovi istituti comprensivi (6, con un dirigente in meno) ha penalizzato la media Vico-Alighieri.

«Giovedì - ha annunciato Paola Sciocchetti, rappresentante dei genitori nel consiglio d'istituto - scenderemo in piazza per manifestare il nostro malcontento sul piano, che vede la Vico-Alighieri fortemente penalizzata». Sul fronte opposto sette dirigenti scolastici (Roberto Mugnai, Maria Cristina Alocci, Maria Luisa Armillei, Giuseppe Bartali, Fiorella Bartolini, Paola Brunello e Barbara Rosini) hanno firmato e diffuso un documento (vedi a fianco ndr) in cui spiegano come si è arrivati al Piano di verticalizzazione.  In questo scenario anche il provveditore Elisa Amato Nicosia ha assunto una posizione chiara.

«Noi che siamo degli educatori non dovremmo ricorrere a proteste e manifestazioni. In questo modo si trasmette ai ragazzi il messaggio che ogni volta che qualcosa non va la soluzione per ottenere quello che si vuole è scendere in piazza. Peraltro è sbagliato pensare che una volta intrapreso un percorso didattico in un istituto comprensivo, poi le famiglie saranno obbligate a far frequentare ai figli le scuole che fanno parte di quel gruppo. Non è così. Si è liberi di scegliere dove mandare i ragazzi.

L'unico limite, che però c'è sempre stato, è dato dalla capienza degli istituti stessi».  Paola Sciocchetti, che difende le ragioni della Vico-Alighieri, in un lungo documento, replica al provveditore: «In un momento storico come quello che stiamo vivendo, dove spesso vi è uno scollamento tra scelte amministrative-politiche e reali necessità del cittadino, manifestare le proprie idee, è non solo legittimo ma fa parte dell'educazione civica, come forma partecipativa».

La riorganizzazione degli istituti scolastici, secondo la Sciocchetti, «Il Comune e la Provincia hanno voluto chiuderla e applicarla in fretta e furia, mentre altri comuni ed altre provincie della Toscana non hanno voluto procedere scegliendo di soprassedere. A Grosseto, invece, un'applicazione sbagliata rischia di dare luogo ad aggregazioni irrazionali di scuole elementari e medie situate in quartieri diversi o dove gli alunni delle elementari dovranno continuare gli studi in scuole medie diverse da quelle accorpate per carenza di spazi degli istituti stessi». 

Infine il personale della scuola media Vico risponde all'assessore Ceccarelli, che aveva espresso soddisfazione per il risultato raggiunto. «Noi, a differenza dell'assessore, non siamo soddisfatti e ci sorgono alcune domande. Innanzitutto c'era proprio la necessità di ridurre per alcune scuole medie (tra cui, ovviamente, la nostra) la portata del proprio bacino d'utenza che assicurava loro continuità progettuale ed organizzativa?

Cosa significa poi che il numero delle sezioni verrà contingentato? Si ipotizzano forse situazioni in cui, da elementari numerose affluisce verso la scuola media un numero eccessivo di alunni che non possono quindi essere logisticamente accolti?». In conclusione il personale della scuola media Vico si dichiara d'accordo con l'assessore solo quando dice di «Vigilare sui flussi, governarli, rispettando equilibrio e numeri corretti rispetto all'edilizia scolastica». Se ciò non accadesse la Vico-Alighieri rischierà nel giro di tre anni di non poter più raggiungere il numero legale di 1000 alunni previsto dalla riforma e di venire quindi smembrata.(g.b.)

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