Il Tirreno

Grosseto

Consigliere d’opposizione e consulente della srl del Comune

E dalla San Lorenzo Servizi salta fuori "il caso Felicioni"

Emilio Guariglia
<b>CONSULENTE </b>Massimo Felicioni
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CONSULENTE Massimo Felicioni

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 GROSSETO. A proposito di partecipate, a Grosseto nelle ultime settimane si è discusso molto della San Lorenzo Servizi, la srl a totale partecipazione del Comune che cura i servizi cimiteriali. Più di qualcuno - per esempio il segretario del Pd cittadino Roberto Panfi - ha ventilato l'opportunità di privatizzarla; suscitando la dura reazione di altri, per i quali invece la San Lorenzo è un'azienda che funziona e che va quindi mantenuta a vantaggio dei cittadini. Tra questi ultimi, Massimo Felicioni, ex candidato sindaco che - come capogruppo consiliare della lista "Grosseto Oggi" - ha più volte pubblicamente lanciato l'altolà all'ipotesi privatizzazione: «I grossetani sanno - scriveva Felicioni a novembre - che quella società che consente loro di fruire di un ottimo pubblico servizio rischia di essere azzerata? Se è vero, questa maggioranza se ne dovrà assumere tutta la responsabilità...».  Tra una polemica politica e l'altra, nel frattempo il Comune ha avviato la ricognizione sui conti delle sue partecipate. E proprio nelle "carte" della San Lorenzo sono emersi alcuni elementi che hanno fatto storcere il naso. Per esempio il contratto di consulenza esterna con il quale la società affida la gestione delle buste paga aziendali a un familiare strettissimo di un proprio dirigente. Ma anche la cifra reale spesa da San Lorenzo Servizi per il famoso affresco di Sant'Anna, quello - per capirsi - commissionato dall'ex amministratore delegato della società a due pittrici e nel quale il volto della santa sembra il ritratto della moglie del committente: nel 2010 la vicenda suscitò clamore, la società disse di aver speso meno di 6mila euro, il contratto stipulato nell'ottobre 2009 parla invece di 15mila. Ma l'attenzione più forte si concentra proprio sul nome dell'architetto Massimo Felicioni che - risulta dalle carte - della San Lorenzo Servizi è da anni importante consulente: incarichi professionali in materia di sicurezza sul lavoro, l'ultimo dei quali (triennale) rinnovato a maggio scorso, proprio mentre Felicioni si candidava a sindaco. Tutto legittimo, anche se è inevitabile che il fatto susciti dubbi di opportunità, specie dopo le accorate esternazioni del consigliere Felicioni a difesa dell'attuale San Lorenzo.  «Io non ho alcun imbarazzo», chiarisce Massimo Felicioni. «Il lavoro è una cosa, la politica un'altra. A meno che qualcuno non voglia usare il gossip per strumentalizzare». Su questa vicenda, assicura, «non ho nulla da nascondere. L'architetto Felicioni in materia di sicurezza sul lavoro ha un curriculum che non ha pari, a Grosseto. Per questo sono stato scelto. La politica l'ho fatta proprio perché non ho interessi personali, se non quello per il bene pubblico. E la mia posizione professionale non mi impedisce di dire, come politico, che la San Lorenzo è un'azienda che, a differenza di altre partecipate, funziona, fa l'interesse dei cittadini e dunque va salvaguardata. Lo dico da persona libera, come ho fatto per l'Asl e come faccio sulla biblioteca Chelliana: 2 milioni di euro buttati via, e chissà che prima o poi la Corte dei Conti non ci dica da chi».  «Quello dell'architetto Felicioni - conferma da parte sua Luca Merelli, presidente della San Lorenzo Servizi - è un impegno pressoché quotidiano. Come consulente, dal 2007 segue le problematiche relative alla 626 e alla 494 per tutti i cantieri aziendali. Il suo rapporto con la San Lorenzo non è certo un segreto, e in effetti quando a maggio si candidò discutemmo dell'opportunità di continuare». In ogni caso - spiega Merelli - «a breve potrebbe essere tagliata la testa al toro, perché a quanto sembra le nuove norme imporranno che tutte le consulenze delle partecipate vengano azzerate e ricondotte a una gestione centralizzata del Comune. Sembra, ma non è sicuro, perché in Italia le leggi si modificano ogni tre mesi e non sempre sono chiare. Proprio per questo a breve la San Lorenzo e le altre partecipate chiederanno un incontro al Comune per avere risposte precise su come comportarci».  Sul consulente per le buste paga, poi, Merelli precisa che quell'incarico è affidato da anni, da ben prima che lui diventasse presidente.  Di certo la tensione sulle partecipate e sul loro futuro è altissima. La verifica imposta oggi dalle nuove leggi potrebbe costringere a scelte difficili. Sarà proprio questo uno dei temi più caldi del 2012.

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