Il Tirreno

Grosseto

STRADE GIUNGLA

Maurizio Bernardini
STRADE GIUNGLA

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Poche centinaia di metri intorno all'area tra le vie Brigate Partigiane, Tito Speri e dei Mille. Una decina di minuti di cammino, nessuna lente d'ingrandimento o segugio al seguito.  Non è certo servito impegnarsi troppo o fare gli Sherlock Holmes per trovare decine e decine di testimonianze: automobili e furgoni che sostano davanti alle discese dedicate, a norma di legge, al transito di portatori di handicap in sedia a rotelle e ai bambini in passeggino. O semplicemente ai pedoni, e al loro diritto di attraversare in sicurezza sulle strisce.  Inutile girarci attorno, molti grossetani, o se preferite molti italiani, sono incivili. Certo non tutti, ma una buona parte pare proprio di sì. In ogni caso troppi. Spesso le multe, sacrosante, fioccano ma sono tantissimi i casi che restano impuniti.  Quel che più colpisce è il completo menefreghismo che accompagna chiunque lasci l'auto dove proprio non dovrebbe e potrebbe stare. Qualcuno è sceso di macchina anche davanti a noi, si è fermato a controllare la distanza tra la sua vettura e quelle che le stavano davanti e dietro, e se ne è andato. Sulla discesa non ha neppure buttato lo sguardo. Neanche per un attimo. Nemmeno per sbaglio.  Un'indifferenza che deve far riflettere tutti, nella speranza che venga ritrovato quel senso civico un tempo presente e oggi così labile. Uno stato d'essere che ha sempre contraddistinto la gente di Maremma, in particolare quando Grosseto era più piccola, tutti conoscevano tutti e a fare certe cose, magari, un po' ci si vergognava anche.  Certo, sarebbe stato bello e giusto che il vero rispetto per i disabili fosse venuto dall'alto. Ma chi ha amministrato sino ad oggi la città ha reso troppe volte possibile, o tollerato, lo sviluppo di realtà incuranti degli standard minimi necessari per garantire, a tutti, un libero accesso ad ogni ambiente pubblico.  Una fruizione normale degli spazi sin troppo spesso, di fatto, negata. Una serie di barriere architettoniche strutturali che dovrebbero essere subito abbattute e che invece sono lì da anni, a volte da decenni. Un mancato punto di riferimento positivo per i cittadini che comunque, di certo, non può divenire un loro alibi per proseguire nella completa noncuranza di innegabili esigenze.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze