Sicurezza
«Pronto un salvagente per Borghi»
L'accusa del Pdl: una mozione gli consentirebbe di fare l'assessore
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GAVORRANO. C'è una mozione che mette la pulce nell'orecchio del Pdl gavorranese. Riguarda la modifica allo statuto che elimina il limite massimo di assessori esterni. «Consentirebbe a Borghi di rientrare nella giunta se venisse giudicato ineleggibile in appello» è l'accusa del centrodestra. La mozione, che verrà discussa oggi in consiglio comunale, porta la firma di Ester Tutini, capogruppo di Gavorrano Democratica, insieme ai nuovi alleati dell'Api, e chiede che la modifica del punto 3 dell'articolo 13 dello statuto. In pratica, vuole l'incompatibilità tra la figura di consigliere e quella di assessore, regola dei Comuni con più di 15mila abitanti. Insieme, chiede che venga annullato il limite massimo di assessori esterni al consiglio comunale. Potrebbe essere una rivoluzione nel governo di Gavorrano. Infatti, per le incompatibilità, sono tre i nomi a rischio: Alessio Muzzi, Nicola Menale e Elisabetta Iacomelli, eletti come consiglieri e poi nominati assessori del sindaco Massimo Borghi. Questi tre dovrebbero lasciare il loro posto in consiglio, facendo spazio ai primi tre non eletti della lista del centrosinistra gavorranese. Ma è il secondo aspetto che mette dei dubbi al Pdl, quello del limite agli assessori esterni. Questa modifica «consentirebbe a Borghi, se venisse dichiarato anche in appello ineleggibile, di rientrare in giunta come assessore esterno» si legge nella nota pidiellina firmata dal presidente del circolo Muriel Berretti. «Come dire: uscito dalla porta, rientrerebbe dalla finestra». Un'ipotesi che comunque lascia qualche dubbio. Soprattutto, perché a proporre la mozione non è stata la maggioranza del sindaco bensì un gruppo d'opposizione. Quindi, fossero fondati i sospetti del Pdl, vorrebbe dire che una minoranza vuole offrire su un piatto d'argento un piano B a Borghi. «Ma sembra che ormai a Gavorrano possa accadere di tutto - continua la nota del Pdl -. La sensazione è pessima. Il Comune va a rotoli, il territorio annaspa, la collettività è impantanata. E chi ha il potere si impegna solo per aggirare la legge, con l'unico evidente scopo di mantenere la poltrona».
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